impressioni sospese

12:15 [emo] 6 Comments



Ancora non so che sensazione generale mi son portato a casa da Napule.

Alcune estremamente positive (grazie soprattutto alle persone con cui ho condiviso i giorni della fiera) altre di segno decisamente opposto (sulle quali voglio ancora riflettere un po').

Sta di fatto che anche quest'edizione del Comicon ha esaurito il suo corso e a breve siti, forum e blog pulluleranno di commenti.
Per adesso preferisco sospendere il giudizio, quindi tornerò sulla mostra nei prossimi giorni.

Chiudo con l'ennesimo angolo sborone: la Tivoli qua sopra (che fa bella mostra di sè sulla mia accogliente scrivania) è un bel regaluccio ricevuto in quel di Napoli da un carissimo amico.



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napul'è mille culure (ma quest'anno va molto il blu)

10:13 [emo] 3 Comments


Come già accennato varie volte, da domani a domenica sarò al Napoli Comicon.

Chi avesse piacere di scambiare due chiacchiere mi troverà a zonzo, altrimenti - nella mattinata di sabato intorno alle 11 - presso lo stand Tunué per la promozione di Mono.


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crisi d'identità

19:49 [emo] 12 Comments


Egocentrismo a livello onanistico, ok, ma il problema è serio: o spariscono gli emo dalla faccia della terra o rischio di essere assimilato mio malgrado.
E la seconda ipotesi è tutta nell'immagine qua sopra.

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Mono blog

08:15 [emo] 14 Comments



Manca una settimana esatta alla prossima edizione di Napoli Comicon, che si preannuncia piuttosto interessante, se consideriamo anche soltanto la presenza di due nomi del calibro di Go Nagai e Moebius!
Ma più degli incontri con il creatore di robottoni e l'autore di storie a forma di elefante, appare importante l'uscita in occasione della fiera del secondo numero di Mono, la rivista di monotavole monografiche della Tunuè.
Dentro ci sono pure io (e quest'ulteriore aspetto dovrebbe rendere la cosa irrinunciabile e imperdibile), con una storia disegnata da Elena Casagrande (e - a sto punto - francamente non so perchè stiate ancora qua e non siate già sulla strada per Napoli, così da essere primi allo stand per avere la vostra copia di Mono!).
Nell'attesa, per placare l'ansia che quasi vedo deturparvi i lineamenti del volto, fate un giro sul blog della rivista e iniziate a prendere confidenza col roster di autori coinvolti.


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piccola smisurata preghiera

11:42 [emo] 23 Comments


Peppe, torna.
Torna, perchè il mondo del fumetto ha un bisogno assoluto delle tue storie.
Ne ha bisogno come un ragazzo ha bisogno comunque della figura paterna nel momento in cui decide di andare a studiare lontano da casa, con tutta la baldanza, l'irruenza e l'incoscienza (immaturità?) che la sua giovane età può regalargli.
Ha bisogno di un punto di riferimento importante con cui misurarsi negli attimi di necessità, ha bisogno di un sonoro ceffone quando fa finta di non avere gli anni per prendersi le giuste responsabilità.

Peppe, torna.
Rileggere le tue vecchie storie su Orient Express, i tuoi neri su Nero (Storia di cani in particolare) fa aumentare solo e soltanto la nostalgia, quando l'urgenza maggiore è quella di una guida, di nuove scintille, nuovi parametri con cui confrontarsi.
Erano riviste laboratorio, mai sufficientemente apprezzate e ricordate come meriterebbero, due approdi sicuri in cui le speculazioni su popolare e autorale (o fra seriale e graphic novel, si direbbe oggi) erano lasciate alla porta, due finestre su narrazioni - allora - future.



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parentesi nerdica - 4

18:55 [emo] 8 Comments


Appena ordinata. Ora c'è solo da aspettare.
Sostenetemi nella sofferenza dell'attesa.


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intestazione autonoma

16:09 [emo] 3 Comments

40 anni fa (ieri, per la precisione) moriva Totò .
40 anni sicuramente più poveri di risate.



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scoop!

08:25 [emo] 15 Comments

Non chiedetemi come ho fatto, ma sono riuscito a ottenere un filmato segretissimo girato all'interno dell'inaccessibile sala riunioni in cui vengono elaborate le trame di Lost.
Guardatelo a vostro rischio e pericolo.

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ancora un valzer

10:59 [emo] 3 Comments


Ieri sera i Neige Rouge (Mario Carta, Davide Soddu e Luca Lanza) hanno replicato la serata di qualche mese fa dedicata alla musica applicata (temi musicali di grandi film di grandi registi, da Leone a Kitano, per capirci).

Fra tante note, qualcuna era dedicata al Benzi. Questa volta il suo valzer non aveva la fisarmonica, ma il pianoforte di Mario, il sax di Luca e il violino di Davide sono riusciti a creare un'altra atmosfera sospesa fra segni diversi, fra parola, disegno e note.
Un'altra splendida emozione.

Spero, quanto prima, di poter postare il video della serata o - almeno - il file del pezzo.

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stortura di naso preventiva

19:26 [emo] 20 Comments


C'è qualcosa che non va, qualcosa che non mi torna per nulla.

D'accordo, il film di Sin City è stata una figata pazzesca e sono in una di quelle fasi in cui allo zio Frank passo tutto e il contrario di tutto (forse - e sottolineo forse - gli avrei passato anche 300, se l'avesse diretto lui).

Solo che a vedere la locandina del film che sta girando - dedicato a Spirit, la creatura più famosa di nonno Eisner (r.i.p.) - il naso mi si è tutto aggrinzito e contratto.
A leggere afNews, Miller ha garantito rispetto per l'opera, ma se una locandina comunica qualcosa, questa sta facendo di tutto per attivare il mio radar anti-cazzata.
E non voglio che si attivi. Assolutamente no.
Stanotte mi addormenterò recitando allo sfinimento un mantra benaugurante "sarà un bel film - sarà un bel film - sarà un bel film"...


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belle scoperte

10:44 [emo] 7 Comments

Lo ammetto senza imbarazzo: non conoscevo minimamente Paolo Sorrentino se non di nome, citato ogni qualvolta leggessi un articolo dedicato ai nuovi giovani promettenti registi italiani.
Sabato scorso, invece, grazie a due cari amici, ho visto insieme a loro L'amico di famiglia ed è stato amore a prima vista.

Per assecondare le mie bulimiche necessità di recuperare immediatamente quanto più possibile su un autore appena scoperto e che mi piace, ieri sera ho noleggiato gli altri due film che Sorrentino ha realizzato, L'uomo in più e Le conseguenze dell'amore.

Ho avuto conferma dell'estrema bravura del regista napoletano, che - prima ancora - è un ottimo scrittore in senso lato e un ottimo scrittore di cinema in particolare.
Tutte e tre le sceneggiature declinano in varianti minime e più accentuate la figura del perdente, del personaggio che viene sconfitto dalla vita, tritato e schiacciato, ma anche complice della propria disfatta e consapevole dell'impossibilità di riscatto.

Ma - si diceva - Sorrentino è un regista e mi ha incantato anche per l'abilità nel costruire la scena sotto il profilo meramente drammaturgico, così come sotto il profilo formale, non rinunciando a scovare l'angolazione d'inquadratura o il movimento di macchina più congeniale (e spesso originale o non convenzionale) per raccontare al meglio le diverse vicende.

Come non riconoscere, poi, l'intelligenza nello scegliere gli attori, le facce, i corpi cui affidare i ruoli? I volti di Toni Servillo e Giacomo Rizzo mi si sono impressi nelle retine (e anche più a fondo, fra i due polmoni) in modo assolutamente indelebile.
Due attori - senza nulla togliere agli altri (bravissimi) di ognuno dei tre cast - che reggono la scena, reggono i silenzi, reggono primi piani lenti che - per altri - sarebbero potuti essere letali e impietosi.
Ma - soprattutto - Servillo e Rizzo consegnano alla memoria dei personaggi indimenticabili, resi con grandezza non solo nelle loro caratteristiche più evidenti e macroscopiche, ma anche e prevalentemente in quelle sfumature, in quei silenzi, in quegli sguardi e in quelle piccole espressioni impossibili da prevedere, ma necessarie, emotivamente irresistibili.

Qua sotto potete vedere i trailer di tutti e tre i film di Sorrentino:

L'uomo in più



Le conseguenze dell'amore



L'amico di famiglia


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due tipi per bene

12:27 [emo] 6 Comments






Seguo The Shield e 24 con estremo interesse e incontenibile passione, all'inizio grazie al fatto che le due serie affrontano due dei generi che maggiormente preferisco, ora che ho finito di vedere - rispettivamente - la quinta e la quarta serie, il due motivi principali che mi tengono incollato allo schermo sono innanzitutto i due protagonisti (Vic Mackie/Michael Chicklis e Jack Bauer/Kiefer Sutherland) e il crescendo inarrestabile di tensione che i due serial risescono a regalare.

Con la fine della quarta serie di 24 ho definitivamente risolto il dilemma che mi attanagliava riguardo chi concedere, fra Vic Mackie e Jack Bauer, il favore dei miei sentimenti: li amo entrambi nello stesso identico modo.

Vic seduce per il male che incarna, Jack per la capacità di fare le scelte più traumaticamente giuste.

Entrambi si specchiano uno nell'altro: se Vic per raggiungere i suoi obiettivi criminosi è a volte costretto dalle circostanze a compiere qualche azione legale, Jack riesce a fare dei passi incredibilmente dolorosi e moralmente riprovevoli in vista del bene ultimo.
Due personaggi scritti benissimo e recitati meglio da due attori, Michael Chicklis e Kiefer Sutherland, che riescono a passare da momenti sovraccarichi di eccessi a sfumature psicologiche tutte a togliere con la disinvoltura degli attori di razza pura.


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Mono n.2 - la cover

18:28 [emo] 6 Comments


Calda calda appena sfornata dai cassetti della Tunuè, ecco qua la cover del secondo numero di Mono, in uscita a Napoli Comicon.
L'illustrazione è di Davide Toffolo.


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Jack Kirby Interview

09:24 [emo] 0 Comments

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sovraccarico

10:56 [emo] 7 Comments


OWC procede e procede secondo la tabella di marcia che con Gianfranco abbiamo stabilito.
Da qui a fine agosto dovremo realizzare fra le 15 e le 20 tavole al mese (un bel gruzzolo davvero) e fino ad ora siamo attorno a quota 15, almeno per quanto riguarda le tavole disegnate.
Io personalmente ho chiuso il primo blocco di 24 che - più o meno - corrisponderà al primo capitolo della storia (strutturata su quattro capitoli).

La scorsa settimana ho iniziato a stendere le prime pagine del secondo capitolo, ma è da qualche giorno che ho preferito sospenderne la scrittura perchè mi trovo in una fase di eccesso di immagini, parole, momenti da raccontare che sta rischiando di confondermi.
Niente di allarmante, ci mancherebbe, meglio l'abbondanza che l'esatto opposto, però ho ritenuto meglio distaccarmi per un momento dalla storia, fermarmi a guardarla un po' da lontano e non pensarci, così da far decantare il tutto e riaffrontarla con ciò che rimane a galla, che - in teoria - dovrebbe essere ciò che per questa sarà davvero necessario e utile.

Fino ad ora ho scritto quasi esclusivamente storie brevi e non mi ero mai impegnato in un lavoro così lungo. Ovvio che sia stimolante, soprattutto perchè già da questi primi passi (30 tavole su un centinaio...) mi sta facendo capire l'importanza di non perdere di vista il risultato finale che con Gianfranco ci siamo proposti.


L'aspetto più esaltante sta nel fatto che nei momenti di difficoltà, in cui - ad esempio - le vicende necessitano di una variazione rispetto al soggetto, ci stanno venendo in soccorso le caratteristiche stesse dei personaggi o l'essere consapevoli di ciò che vogliamo raccontare.
Le risposte, a tutt'oggi, stanno sempre là.

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