incipit a fumetti - Torpedo 1936

19:07 [emo] 1 Comments

In realtà avevo un altro incipit per le mani, ma poi ieri ho trovato il blog indicato nel post qua sotto e non ho resistito alla tentazione di dirottare sulla prima tavola di Torpedo 1936.

I testi sono di Enrique Sanchez Abuli (come per tutte le altre storie del personaggio), mentre i disegni sono di quella sorta di monolito che rispondeva al nome di Alex Toth.
Il personaggio è caratterizzato fisicamente in maniera molto diversa da com'è poi entrato nella Storia del fumetto, avendo Toth abbandonato la serie dopo il secondo episodio per lasciare i disegni a Jordi Bernet.



Fin da questa prima pagina Abuli e Toth delineano quelle coordinate entro le quali si muoverà la serie in tutto il lungo prosieguo.


Abbiamo il teatro, la New York di metà anni '30, abbiamo le figure archetipiche di un genere - quello gangsteristico - che viene riletto in chiave grottesca e abbiamo un protagonista che già alla prima didascalia si presenta per quello che è e - soprattutto - che sarà in tutta la serie: un meraviglioso, straordinario paraculo senza scrupoli.
E col senno di poi, quanto programmatica in questo senso risulta essere tutta la prima vignetta, con quella silhouette di pistola e fondina a fare da quinta insieme al montante del letto e, in secondo piano, Torpedo che sta per fumare dopo l'amplesso).

In tutto questo - ma è facile dirlo avendo la consapevolezza del monumentale lavoro successivo di Bernet - mi permetto una bestemmia: forse lo stile di Toth non sarebbe stato alla lunga il più adeguato, ma rimane il fatto che in questa pagina il disegnatore dimostra tutta la sua sontuosa maestria nella sintesi, l'estrema misura dell'efficacia narratiiva, il fermo controllo dei bianchi e dei neri e l'ineguagliata eleganza del segno.

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Blog Spot Special

19:14 [emo] 2 Comments

Uno di quei blog assolutamente imperdibili. Dice tutto l'immagine qua sopra, quindi non vi resta che scaraventarvi di là.

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lost in the plot

10:54 [emo] 6 Comments


Capita ai migliori, figurati se non capita anche a te.

Ed è sempre una sensazione in bilico fra l'adrenalinico e il depressivo: hai tutti i tasselli e conosci la rotta da tenere, hai una paccata di appunti tale che ne utilizzerai inevitabilmente solo la minima parte, hai le migliori intenzioni, ma hai anche il terrore più cieco di esserti immerso in una cosa più grande di te, di non riuscire a gestire in maniera credibile ed efficace tutto il magma di immagini, suggestioni, facce, parole e azioni.
Però, perso là in mezzo, sai quanto sia importante la scintilla che si sprigiona dal corto circuito di quelle due emozioni così agli antipodi e ti ritrovi con il paio di occhiali più belli attraverso cui sia possibile guardare e leggere il mondo che ti circonda.


NOTA: l'immagine qua sopra è stata piratata senza vergogna alcuna dall'ultimo numero di Internazionale, attualmente in edicola.

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stoico

16:11 [emo] 8 Comments


E' vero, Darietto Argento ormai ha svaccato irrimediabilmente e da eoni non infila un film decente manco per sbaglio, ma è l'unico regista al quale perdono ogni abominio (cazzarola, se sono tornato a vedere ogni suo film anche dopo quell'ignobile vaccata de Il cartaio ci sarà un motivo...), quindi - come ogni stramaledetta volta - quando so che sta lavorando a un altro film o che il nuovo film è pronto a uscire, vado comunque in fregola come una liceale prima del ballo di fine anno scolastico.

Ah, sì: la locandina è un plagio della cover di Gomorra.

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I racconti contestuali di David Polonsky

09:47 [emo] 1 Comments


I fumetti pubblicati su Internazionale nella rubrica Graphic journalism lasciano spesso a desiderare, persi troppo spesso nella vacuità dello sperimentalismo più freddo, nell'inutilità delle immagini rispetto al testo o nella pochezza di quest'ultimo.

Sull'ultimo numero attualmente in edicola, però, il sobbalzo è d'uopo e l'applauso fragoroso per Cartoline da Tel Aviv, due pagine realizzate David Polonsky, autore israeliano già nello staff del film Valzer con Bashir in qualità di art director.

In questo dittico, Polonsky ricorre a una soluzione narrativa non nuova* come la scomposizione di un'immagine unica in più immagini non sequenziali, ma riaggiornata attraverso l'uso del punto di vista, la cui moltiplicazione e diversificazione trova unità sia - ovviamente - nell'immagine di partenza che - soprattutto - nei collegamenti anche imprevedibili fra i vari frammenti.

L'immagine scomposta si fa racconto. Anzi, racconti contestuali.

C'è di che imparare e, soprattutto, copiare per bene.


*vengono in mente, d'acchitto, Crepax, Bacilieri e molti manga, anche se in questi casi è più spessp lo stesso attimo a essere scomposto in più frammenti col fine di dilatare il tempo, il medesimo istante.

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Danny Trejo e l'arte della ruga

11:29 [emo] 8 Comments

Con un manifesto così, Machete non potrà che essere un film straordinario.

E poi, soprattutto, c'è lui!
Finalmente un ruolo da protagonista per una delle facce più rugose, sporche, cazzute, cattive, silenziose, tese, pese, messicane, torve, polverose, sbozzate, ringhianti di Cinelandia tutta.



Danny Trejo non avrà le sottigliezze e sfumature espressive tutte a togliere di attori di prima grandezza, ma ha uno sguardo che è una sentenza e dosi di carisma oltre il quantificabile.
Non mi piace ricorrere a volti cinematografici nel definire fisicamente un personaggio a fumetti, ma per Trejo e pochissimi altri la tentazione è sempre fortissima, ai limiti dell'irresistibile.
Dopo
Machete temo che cedere sarà l'unica opzione possibile (ma anche no).

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incipit a fumetti - Alack Sinner

08:25 [emo] 2 Comments

Tempo fa è partita una catena fra blog che invitata i contagiati a segnalare quelli che per loro fossero i migliori incipit di libri.
Riprendendo quello spunto, da oggi - senza alcuna regolarità - mi divertirò a postare gli incipit dei fumetti* che maggiormente amo o ho amato.
Non si tratta di una catena, nè ho ancora chiaro come organizzerò questa serie di post.
A volte metterò solo la pagina, altre volte magari mi scapperà qualche riflessione.

Intanto parto con la prima tavola di Alack Sinner.
Testi di mastro Carlos Sampayo e disegni di mastro José Muñoz.



In tre movimenti i due autori mostrano immediatamente ambiente, protagonista e quello che sarà uno dei personaggi più ricorrenti di tutta la serie.

Vignettone d'apertura, Alack Sinner con tutte le ombre giuste addosso, un gesto di confidenza evidente rivolto al barista e mentre questo versa, Alack ha già acceso la sua prima sigaretta.

Il tutto senza una parola, che non sarebbe servita perchè di quel bar si sente l'odore, la puzza di fumo, di quel bar vediamo le luci e di quei personaggi intuiamo già il carattere.
Dopo, quando avremo letto l'intero episodio, questa pagina risulterà ancora più bella, efficace e potente nella sua estrema semplicità.


*su cosa possa essere considerato incipit per un fumetto (la prima pagina? la prima vignetta?) a tutti gli effetti penso si potrebbe discutere. Intanto - per me - è la prima pagina.

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mistone di celluloide in dvd

11:23 [emo] 3 Comments


Secondo film di Muccino negli USA, secondo film con Will Smith protagonista (e co-produttore).
Se
La ricerca della felicità m'era sembrato incoraggiante e intravvedevo proprio a Hollywood una dimensione più consona per l'approccio di Gabriele Muccino al cinema, con questo Sette anime cade tutto e cade col tonfo: miele a catinelle, buonismo d'accatto della peggior specie (quello che origina nel e dal senso di colpa), regia un poco sciatta (qualcuno la chiama sensibilità europea, io in certi momenti avrei mandato avanti veloce per arrivare al punto), alcune location da spot di bassa lega (il prato con l'erba al vento... manco Mulino Bianco) e interpretazioni fin troppo in parte (...).
E tanta tanta tanta noia.



Sbirri: un giornalista romano, dopo la morte per droga del figlio adolescente cerca di capire i retroscena dello spaccio di droga e si trasferisce a Milano per un'inchiesta che svolgerà affiancando un corpo speciale della Polizia che si muove in borghese nelle strade notturne (e non) del capoluogo lombardo.
Uno pensa al regista e dice: vieni dai documentari, quindi apporterai la tua esperienza in termini di sintesi, efficacia narrativa, precisione d'intenti e di obiettivi.
E in parte è vero, perchè finchè
Roberto Burchielli racconta la strada, le relazioni fra giornalista e sbirri tutto più o meno sta in piedi (la parte più "docu"), quando però si allarga alle relazioni personali (alla parte più "drama" o "fiction"), soprattutto a quella fra il protagonista e la moglie incinta, la cosa si fa davvero mesta e funerea.
E non per la morte del figlio dei due, ma per lo sfacelo di luoghi comuni, interpretazioni urlate in camera (
Bova col crocifisso in bocca è duro da mandar giù), movimenti di camera da colpo apoplettico e regia porno-voyeuristica buona per qualche programma di Rai 2.


Ecco, questo m'ha sorpreso. Lo riconosco, soprattutto per le basse aspettative che avevo, ma penso che anche a una seconda visione il buono che c'ho intravvisto potrebbe reggere.
Non ho francamente capito il titolo (
.45... calibro di che?), ma poco importa. Gary Lennon prova a raccontare la violenza dentro le mura domestiche e il cammino di rivalsa e vendetta della vittima (una bravissima Milla Jovovich) in maniera non convenzionale pur rimanendo nell'alveo del genere crime, con un convincente (e rischioso) indugiare negli interni e pur inciampando in una brutta cazzata nella messa in scena dell'ultima sequenza (punta su un effetto sorpresa del tutto immotivato, date le premesse e la costruzione dei momenti precedenti dell'intreccio).


Sarò pazzo, ma a me Alejandro Gonzalez Inarritu piace e mi piace pure un sacco. Intanto, ha un nome fighissimo e poi perchè scrive bene e dirige meglio, prendendosi dei rischi enormi in termini di testo, sottotesto e regia.
L'avevo scoperto con
21 grammi e riapprezzato con Babel, ma non avevo ancora visto questo Amores perros, il suo primo film, che già fa vedere tutta l'abilità di Inarritu nel tenere il controllo del racconto, nel far emergere tutte le voci del coro di personaggi con i giusti tempi e i giusti modi, nel lasciar crescere un sottotesto che ti rimane addosso per tanto tempo: non solo il peggio di un Messico lontanissimo dall'immagine festosa da cartolina, ma il peggio di una condizione umana (essere umano come animale, come miglior amico del cane) sull'orlo della perdita della speranza e con davanti solo la rassegnazione più frustrata e desolata.

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la faccia del gonzo...

08:39 [emo] 0 Comments


Curiosi, eh?

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I will survive

19:15 [emo] 0 Comments



avevo in mente un post sugli ultimi dvd che ho visto (Amores perros, Sette anime, .45 e Sbirri), ma poi sento in radio la versione di I will survive dei Cake (che è quella che preferisco) e vien da sè il cambio di programma.

Magari ci ritorno su domani.

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Poetiche visioni

14:45 [emo] 3 Comments

La Libreria Retropolis di Porto Torres, in occasione del duecentennale della nascita di Edgar Allan Poe ha indetto un concorso per fumettisti e illustratori che volessero omaggiare il genio dello scrittore americano.

L'iniziativa si intitola Poetiche visioni ed è organizzata in collaborazione con alcune realtà culturali, istituzioni pubbliche ed economiche del territorio.
Giovedì prossimo, sarà possibile vedere esposte esposte le opere selezionate e alle 20.00 si svolgerà la cerimonia di premiazione.

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Atomic Robo

08:47 [emo] 3 Comments


Atomic Robo è un fumetto divertente, su questo non c'è dubbio alcuno.

E' divertente non tanto per lo sfacciato e grato retaggio hellboyano che si porta dietro, quanto per la ridanciana sconclusionatezza degli intrecci e per la caratterizzazione a tratti folle dei dialoghi.
Il disegno di Scott Wegener aiuta molto in questo senso, facendosi etremamente sintetico e funzionalmente particolareggiato dove serve, ma soprattutto asservendo con gusto la narrazione a singulti Brian Clevinger:

nel 1923, la carriera del fisico Nikola Tesla sembrava giunta al termine. Fino all’invenzione del robot dall’intelligenza straordinaria... Atomic Robo! Nel 1938, l’automa partecipa a una missione top secret del governo, ottenendo in cambio la cittadinanza americana, quindi fonda la TESLADYNE, un gruppo di scienziati dedito a svelare le stranezze del mondo. Quando un fenomeno inspiegabile minaccia la terra, la sola speranza di salvezza sono Atomic Robo e gli Scienziati d’Azione!

E questo è solo l'inizio di un circo di gag, battute e situazioni surreali, trovate sull'orlo del dissennato che non arrivano alle sublimazioni pop di Allred col suo
Madman, ma che giustificano la nomination agli Eisner Award e che scatenano il desiderio di leggere al più presto il secondo volume.

Atomic Robo è pubblicato in Italia da ReNoir e QUI trovate una preview di una manciata di tavole.

Il volume, oltre a contenere la prima miniserie del personaggio, contiene alcune short e pin-up realizzate da autori ospiti, oltre a un bello sketchook che sintetizza l'iter che Clevinger e Wegener hanno percorso per arrivare a definire il personaggio.

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dal crack al Jack: Kirby in 3D

08:27 [emo] 2 Comments

Kirby museum è un sito che, al pari della pagina dei fans di Alex Toth, ha il meritorio fine di tenere viva la memoria di uno dei più grandi autori della storia del fumetto.

Scartabellando però fra le pagine del sito ho beccato una pagina la cui visione potrebbe creare effetti ben più lisergici e stordenti di una pasticca di LSD, di una sniffata di crack o dei fumi del peyote (ça va sans dire, non so se le droghe suddette si assumano realmente così):


Si tratta di una tavola di Capitan America e QUA trovate tutte le specifiche del caso, oltre che qui.
Vado a cercare gli occhialetti e a farmi una pera da Re e a bearmi per il titolo più idiota che ho sfornato in più di tre anni di blog.

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Caravan n.1 - Il cielo su Nest Point

08:03 [emo] 4 Comments


Bello e pure tanto. Sì, lo so, è una miniserie, bisognerebbe parlarne alla fine, ma chissene: Caravan parte benissimo, con un primo numero scritto e disegnato impeccabilmente.

A cominciare dalla confezione grafica (il riuscito logo in primis, l'impostazione delle bellissime cover di Emiliano Mammucari) e fino alla ciccia che questa avvolge, la nuova miniserie Bonelli si presenta come perfettamente calata in un certo tipo di tradizione (Agenzia Alfa, in parte Volto nascosto e - soprattutto - Storia del west sono lì a ricordare degli altri tentativi bonelliani di impostare coralmente una serie), ma senza sentirvisi soggiogata.

Grande attenzione al ritmo (soprattutto in apertura e sospensione delle scene) e alle caratterizzazioni psicologiche dei personaggi, che risultano quotidianamente credibili anche laddove - di solito - la tipologia presenterebbe dei grandi rischi in termini di resa (mi riferisco, in particolare, ai personaggi-bambini o ragazzini) o nel ricorso a figure archetipiche (lo sceriffo all'ultimo giorno di lavoro prima della pensione)

Michele Medda sceglie la strada del realismo piano e della verosimiglianza anche attraverso i dialoghi, scevri di inutili didascalismi e che - anzi - contribuiscono ad esprimere al meglio i caratteri sia laddove lascino intravvedere spunti per un metatesto da approfondire (la presentazione del progetto che Donati fa al ricco imprenditore) sia nel generale tono da commedia leggera (il direttore del giornale, il medico amico dei Donati, lo sceriffo).

L'unica perplessità riguarda la gestione del punto di vista: Medda sceglie il figlio dei Donati che, in una serie di flashback in forma diaristica, racconta come la città di Nest Point sia stata evacuata (e non dico altro per non spoilerare), solo che - pur comprendendo le inevitabili licenze o forzature che un'impostazione del genere richiede necessariamente - in certi momenti non si capisce come abbia potuto acquisire delle informazioni relative ad alcuni accadimenti.
Ben poca cosa, comunque, rispetto a tutto l'elegante impianto narrativo tessuto dallo scenggiatore, che trova in Roberto De Angelis il complice ideale, se pensiamo alla grande disinvoltura e consapevolezza tecnica sopraffina, all'ottima resa dei personaggi, all'ottima versatilità che gli permette di rendere sia nei momenti maggiormente d'atmosfera sia in quelli più d'azione e alla consueta eccellente efficacia nella ricostruzione delle locations: la perfetta risposta grafica all'impostazione narrativa di Caravan.

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blog spot 16

08:56 [emo] 3 Comments


  • Andrea Riccadonna - Disegnatore dal segno elegante e ligne claire, in costante divenire e che potete ammirare nella sua sinuosa efficacia nel bel David, uscito alla scorsa Lucca per Edizioni BD su testi di Stefano Ascari.
  • Andrea Voglino - Traduttore di provata e lunga esperienza, attento osservatore delle luci e ombre dell'italico mondo del fumetto. Collabora anche a De:Code.
  • Claudio Fattori - Claudio fa fumetti da più di dieci anni e associa l'attività di sceneggiatore a quella di graphic designer, compositing video & video editing, illustratore e modellatore 3D. Inoltre, insegna sceneggiatura.
  • Davide Costa - Come Bapho scrive di fumetti su Comcicsblog Come Davide Costa ho scritto un paio di storie per l'Eura. Come Bapho-Mouse cura il suo blog (imperdibili le recensioni di b-movies).
  • Estebans - I lavori di Estebans vanno vissuti e basta. Non servono parole.
  • Fabiano Zaino - Fabiano fa il grafico, ma non solo: illustrazioni, fumetti, siti web, racconti e nel tempo libero, scrive soggetti e sceneggiature per corto e lungometraggi.
  • Fabio D'Auria - Colorista di professione, disegnatore d'inclinazione. Finora ha lavorato per alcuni dei più importanti editori nazionali (Bonelli, Panini, San Paolo) e internazionali (Marvel, Soleil).
  • Fabrizio Fulio - Se avete la curiosità di sapere com'è quel romanzo noir o quel giallo che avete intravvisto in libreria, Fabrizio probabilmente l'ha letto e ne ha parlato sul suo imperdibile blog dedicato a noir e non solo.
  • Francesco Francavilla - Mano italianissima dietro Zorro e tutta un'altra serie di fumetti pubblicati oltreoceano. Ha un raffinato e stuzzicantissimo gusto per tutto ciò che è pulp (nell'accezione originaria del termine).
  • Francesco Mortarino - Un vero e proprio talento che i più attenti hanno avuto modo di vedere sul Dead Nation pubblicato da Edizioni BD (testi del socio di sempre, Andrea Gagna) e che tutti gli altri potranno apprezzare su Il professionista, il sul prossimo suo lavoro, questa volta sceneggiato da Stefano Di Marino e che verrà pubblicato in autunno sempre da BD.

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Terminator Salvation

08:54 [emo] 4 Comments


Se state leggendo queste parole, fate parte della resistenza.

La resistenza di chi può ancora fare in tempo a non vedersi corrompere cervello e cuore da questo minestrone di cazzate, da questa fiera del buco di sceneggiatura.
E dire che la cosa parte bene: bellissima fotografia desaturata, bella ambientazione, regia solida anche nei momenti più convulsi, montaggio di pari livello, Christian Bale perfetto per il ruolo e con effetti speciali più che validi.

Poi entra in scena il terminator dal cuore umano e cominciano i dolori.

Un crollo verticale di quasi un'ora e mezza che si porta giù tutto e - nel peggior effetto entropico - tutto riprende contemporaneamente forma in un ensemble di scene dissennate, rabberciate con goffaggine per un pubblico inebetito o - nella migliore delle ipotesi - distratto/distraibile.

Sarebbe divertente fare l'elenco di tutte le contraddizioni, incongruenze e voragini di sceneggiatura, ma c'è già chi lo ha fatto meglio di me (qui, ad esempio) e non voglio sprecare più bytes e tempo del dovuto.

Con tanti saluti ai primi due bellissimi capitoli della saga.
Il terzo, nel mio continuum spazio temporale non è mai stato concepito e quest'ultimo va a fargli immediatamente compagnia fra le esperienze da rimuovere.

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comunicazione di servizio

09:30 [emo] 6 Comments


Dando uno sguardo alle chiavi di ricerca che hanno portato qualcuno su queste pagine, ne ho notato alcune di particolare interesse.

Eccole:

- emiliano longobardi libraio coglione di sassari
- emiliano longobardi coglione sassarese
- emiliano longobardi coglione
- emiliano longobardi libraio coglione

Per fare risparmiare fatica e fugare i dubbi dell'anonimo ricercatore: sì, sono io.
Sei sul blog giusto, ma bastava digitare "coglione" e Google t'avrebbe immediatamente reindirizzato qui: il fatto di fare il libraio o di essere di Sassari non incidono in alcun modo, dato che il problema è a monte.

Non ti nego però, caro ricercatore, che un po' mi amareggia che non mi consideri uno sceneggiatore coglione (o forse già lo sapevi e non avevi bisogno di queste informazioni).

In ogni caso, spero di esserti stato utile e ora che hai avuto le conferme di cui necessitavi, sai come e dove trovarmi: spero ti faccia vedere e ti saluto con tanta simpatia.

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Fumettinfestival! & BD Day - consuntivo e foto

13:46 [emo] 17 Comments

Sotto i profili più importanti (atmosfera dell'iniziativa, affluenza, recettività del pubblico, vendite) sono più che soddisfatto della giornata di ieri.

Doveva essere articolata in due momenti (prima il workshop e poi la presentazione di Underskin), ma l'istrionismo di Massimo (e la complicità di Dany & Dany, Claudio Fattori e Stefano Enna) hanno fluentemente portato a proseguire senza soluzione di continuità e l'intero pomeriggio ha ruotato attorno a un unico argomento - fare fumetti - declinato sotto molteplici sfumature.
Il tutto a beneficio sia dei ragazzi intervenuti appositamente per il workshop, ma anche della curiosità di un cospicuo numero di curiosi e neofiti.

Detto questo, prima di lasciare lo spazio a qualcuna delle foto della serata (grazie, Giorgio, per l'ennesima prova da reporter d'assalto!), un piccolo spunto di riflessione per tutti coloro che si occupano di critica e informazione e pure per quegli Editori che dovessero passare da 'ste parti: Massimo è un portentoso talento che in poco più di un anno ha dimostrato una classe, delle potenzialità, una consapevolezza espressiva, una crescita e una professionalità che dovrebbero permettergli di raccogliere (sia in termini di analisi critica che in termini di spazi lavorativi) ancora di più di ciò che Underskin, un Jonathan Steele e un John Doe possano aver fatto o potranno fare.

Almeno prima che qualche editore (straniero ?) maggiormente incline a investire con sistematicità su un autore, lo blindi con un contratto d'esclusiva.






















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letture planetarie

09:02 [emo] 0 Comments


Batman diventa la mascotte della Pro Loco di Barcellona e si trasferisce da Gotham nella città spagnola per andare a caccia di grosse lucertole, cercando di non evitare nemmeno un luogo comune da cartolina (purtroppo mancano paella e una passeggiata sulle Ramblas).
Mark Waid ai testi, Diego Olmos ai disegni, altri al resto.

L'introduzione del sindaco di Barcellona e il redazionale che ricostruisce l'iter produttivo dell'albo/volume sono due perle di umorismo involontario.

Per fortuna il prezzo è più che basso per il tipo di volume.



Victor Santos
è un autore spagnolo che in Italia non s'è mai visto e possiamo leggerne la prima opera in nostrano idioma con questo Black Kaiser, edito sempre - come il Batman Touring Club - grazie a Planeta/De Agostini.

Con Black Kaiser Santos torna a declinare un'altra sfumatura dell'immaginario pop occidentale di genere e dopo il fantasy, il noir, l'horror e il supereroistico arriva ora la spy-story tesa e sul filo del tamarro.
Come sempre un occhio a Darwyn Cooke, uno al miglior Frank Miller e l'altro (...) a Sergio Leone.
E come sempre, anche in questo caso Santos si diverte a giocare coi registri, con le regole dei generi e - pur meno rispetto ad altre sue opere - con le regole del medium.
E come sempre lo fa bene.

Santos è un mostro.
E' da anni che spero che qualche Editore nostrano ne pubblichi i suoi fumetti autoprodotti o realizzati con qualche etichetta indipendente (non tanto il fantasy
Los reyos elfos (ma giusto perchè il fantasy mi fa cacare), ma almeno i bellissimi Pulp heroes, Faeric gangs e - soprattutto - Lone in heaven) ma sono sicuro che - con l'uscita del Filthy Rich su testi di Azzarello - le cose prenderanno un'altra piega.

Nel frattempo, per chi voglia farsi un'idea delle capacità di questo bravissimo autore, esiste la possibilità di cliccare QUI e finire dritto dritto sul suo blog.

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signor ministro, mi consenta alcune domande...

20:49 [emo] 0 Comments

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cose da ricordare

10:26 [emo] 1 Comments

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BD Day & Fumettinfestival! con Massimo Dall'Oglio

08:01 [emo] 2 Comments


Sabato 6, in diciannove fumetterie in tutta Italia, si terrà il secondo BD Day, festa della Edizioni Bd con sconti su tutto il catalogo e incontri con gli autori.

A Sassari, da me, sarà ospite Massimo Dall'Oglio.
Dopo la presentazione del primo volume, in occasione dell'uscita del secondo potremo fare il punto su Underskin e su tutti gli altri progetti che vedono protagonista Massimo, magari a partire dall'altro titolo che - su testi di Adriano Barone - sta realizzando sempre per Edizioni BD: L'era dei titani.

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Blog spot special

09:38 [emo] 1 Comments


Nuvole anomale è un blog partito da una manciata di giorni che si propone di segnalare con ironia e leggerezza tutte quelle sviste (più o meno grandi) su cui ci si può imbattere nella lettura di un fumetto.
Non so come verrà presa da tanti autori la rubrica "omaggi", ma trovo l'idea del blog molto divertente.
Lo trovate QUI (se non avete già cliccato su).

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saluti a Bonarcado

10:41 [emo] 3 Comments


Data l'alta percentuale rispetto alla totalità di accessi non dovrebbe trattarsi di un caso, quindi saluto tutta la comunità di Bonarcado (OR) che in massa viene a far visita a questo blog.

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