sarebbe stato bello

10:28 [emo] 10 Comments



Nella primavera del 2000 uno studente dell'Accademia di Belle Arti mi chiede dei saggi su
Dylan Dog per una tesina che deve realizzare. Conoscendo la storica impermeabilità della locale Accademia nei confronti del fumetto, scandaglio più a fondo e chiedo il nome dell'eretico docente che gli ha consentito di affrontare un argomento del genere.
Il nome è Enrico Fornaroli.


Rimango interdetto per la sorpresa: Enrico era (ed è ancor oggi) uno degli editor dell'allora Marvel Italia, ma - non conoscendolo - non sapevo che fosse un docente e, soprattutto, che insegnasse a Sassari.
Contatto immediatamente Antonio e prendiamo appuntamento con Enrico per informarci sull'eventuale disponibilità della Marvel Italia a valutare progetti di semi-esordienti, ben sapendo di non aver alcun progetto definito in mano oltre a Xiola (e che non avremmo potuto nè voluto proporre perchè i diritti erano ancora della Liberty), ma - al contempo - sapendo che si tratterà di una chiacchierata del tutto informale.

Fornaroli dimostra una grande disponibilità e dei modi squisiti, passiamo gran parte della mattinata a parlare di fumetto a 360° e quando viene il momento della nostra richiesta, ci vengono spiegate delle questioni legate all'impegno della Marvel Italia nella produzione di materiale autoctono, poi Enrico ci chiede se abbiamo qualcosa di pronto da proporre.
Pausa di un paio di secondi (ma dilatati à la Sergio Leone, forse, da qualche parte, tichetta anche una pendola) fra la sua domanda e la mia incosciente risposta affermativa.
Puro bluff pokeristico, accompagnato dall'irrigidimento della colonna vertebrale di Antonio, di fianco a me, che osservo con la coda dell'occhio annuire a abbozzare un sorriso (più probabile si tratti di una smorfia inconsulta).

Enrico, giustamente, ci chiede di fargli vedere qualcosa, un qualcosa che in quel momento - però - non abbiamo e non possiamo avere. Tergiversiamo con non chalance e prendiamo un altro appuntamento per il lunedì successivo. L'unico, lievissimo, problema è che è già venerdì.

Quando andiamo via e risaliamo in macchina mi rendo conto della mezza coglionata che ho combinato e vengo preso da un certo senso di colpa, ma è anche vero che un'occasione del genere non poteva essere persa e - cosa ancor più
confortante - Antonio s'è ripreso dal mezzo shock e se n'esce con una domanda facile facile: "Cosa gli proponiamo"?

Abbiamo solo tre giorni per farci venire in mente qualcosa, elaborarlo, trattarlo, svilupparlo e dargli una sostanza, oltre che una forma professionale. Non sono per niente tanti, ma un solo giorno sarebbe stato decisamente peggio, ergo ci rimbocchiamo le maniche ed entriamo in uno dei tour de force più prostranti e sfiancanti che ricordi. Tre giorni a confrontare idee su idee, spunti, profili di personaggi improbabili e più credibili, ipotesi di storylines, tracce di ambientazioni storiche e geografiche: un vero e proprio pandemonio, che a metà strada assume le ben poco rassicuranti forme di un tunnel buio senza uscita.
La stanchezza comincia a trasformarsi in frustrazione, soprattutto perchè sembra che l'unico punto fermo sia il disegnatore che
vorremmo coinvolgere, Carmine Di Giandomenico.

Qua, noblesse oblige, è d'uopo un flashback.


Antonio e io ci siamo entrambi innamorati dello stile di Carmine grazie al suo lavoro sull'
Examen di Brolli, uscito fra il '94 e il '95. Dopo quella miniserie e qualche altro lavoretto sparso, però, non avevamo più sentito parlare dell'attività di Carmine (eravamo in era pre-internet...), ma il caso ci viene in contro a fine estate del '99: l'amico Maurizio Di Vincenzo viene in vacanza in Sardegna e - con lui - anche il buon Carmine: una persona fatta di pura energia, un condensatore di adrenalina straordinario, oltre che un disegnatore - direbbero in Francia - con i controcazzi.

Fine flashback.

Siamo sempre nel tunnel buio e poco accogliente del panico, non sappiamo da che parte sbattere la testa, poi qualcosa cambia e - passo passo - cominciamo ad ingranare.

Nel primo pomeriggio della domenica, lontano anni luce da tutti i timori del giorno prima, ci ritroviamo un'ambientazione della quale siamo soddisfatti, un protagonista ancora da calibrare bene, ma - tutto sommato - credibile e il soggetto della prima storia, oltre alle sinossi di qualche episodio successivo. Nella folle ingenuità e inesperienza, infatti, non abbiamo per nulla mirato basso tentando di proporre un one-shot o una miniserie, ma ci siamo prodotti nel folle stage diving di proporre una vera e propria serie.

Fantascienza metropolitana, filosofia antagonista di base e ambientazione mediterranea sono gli ingredienti principali.

Il formato e la foliazione sono quelli di
Rat-Man, ma con una storia principale di 40 tavole e delle storie back-up di 24.
Nel dossier di presentazione c'è tutto e di più, pure troppo: schede, dettagli, profili, di personaggi e luoghi, in un mare magnum di particolari quantitativamente impressionante ed esagerato.
Telefoniamo a Carmine per sondare la sua disponibilità, convinti che la risposta non potrà che essere negativa dato che - lo diamo per scontato - sicuramente Carmine sarà a lavoro per più di un editore. Così non è, purtroppo per lui, e accetta di leggere il dossier del progetto.
Gli spediamo tutto per e-mail e qualche ora dopo otteniamo anche l'adesione convinta ed entusiasta.

Antonio e io siamo alle stelle: 48 ore prima non avevamo niente in mano e ora ci ritroviamo un progetto del quale siamo soddisfatti e che ci gasa, oltre che - soprattutto - la possibilità di svilupparlo con il disegnatore per cui l'abbiamo pensato. Tutto magnifico.
Carmine si mette subito a lavoro sugli studi dei personaggi, con i quali però non possiamo integrare il dossier: è domenica, ricordate?, e la mattina dopo dobbiamo rincontrare Enrico Fornaroli.

Ci presentiamo da Enrico con la nostra bella cartelletta e con la tronfia soddisfazione di poter fare anche il nome di un disegnatore già di grande livello.
Enrico dà una scorsa al dossier e ci chiede qualche dettaglio, cerca di capire al meglio dove vogliamo andare a parare.
Legittimamente, ritiene la proposta per una serie troppo impegnativa ed ambiziosa e ci consiglia di provare a ristudiare il tutto e di riadattarlo sulla distanza di una miniserie, prendendosi comunque l'impegno di leggere il malloppone di pagine e di darci un parere più articolato in un prossimo futuro.

Qualche tempo dopo, rincontriamo Enrico e gli sottoponiamo sia la nuova struttura del progetto - articolato sencondo i suoi suggerimenti - sia un bel dossier iconografico realizzato da Carmine: il protagonista, i coprotagonisti e tutti i personaggi di contorno più importanti.
Fornaroli è favorevolmente colpito dal tutto e la cosa ci inorgoglisce, anche se la situazione è molto chiara: la Marvel ha in edicola Rat-Man, Fandango e sta per varare la mini Arkhain, se anche il nostro progetto dovesse piacere, bisognerebbe aspettare gli esiti delle ultime due testate per valutare solo a livello di ipotesi un'altra iniziativa.

La nostra proposta incontra l'interesse di Enrico, che - son passati un paio di mesi - ne ha anche parlato con Lupoi, al quale non è dispiaciuto, ma che rimanda tutto agli esiti al botteghino di Fandango e Arkhain.

Fandango
chiude, Arkhain non va oltre la prima miniserie e - di conseguenza - Antonio, io e Carmine decidiamo di proporre il progetto a un editore che non sia del mondo del fumetto, ma che pubblichi narrativa di fantascienza: la romana Fanucci. Prendiamo appuntamento.
Picche: Sergio Fanucci, il titolare della Casa editrice, non si fida del fumetto come linguaggio e ritiene improduttivo anche il solo valutare il progetto.


Fine dei giochi. Il dossier viene riposto in un cassetto, in attesa di essere rispolvrato in situazioni più adatte, ma Carmine entra in contatto con la Montego e da quel momento in avanti la sua carriera riprende a macinare come merita.



10 commenti:

Antonio ha detto...

Non hai fatto cenno al fatto che all'epoca ero io quello piu' sveglio e tu quello che si cagava sotto...
ed invece hai giocato tu la carta (che poteva essere) vincente!

emo ha detto...

@antonio> mica eravamo più ai tempi di SeD... che stai a dì? :P

Antonio ha detto...

Forse non ti ricordi lo stato in cui eri il giorno che Ade accetto' Xiola, ad Alghero... :-)

Massimo ha detto...

Belooooo... bella storia davvero!
Peccato per il finale... tristezza immensa...

emo ha detto...

@antonio> ops... :-))) prima o poi ci tornerò su!

@massimo> quale storia? quella del progetto con Carmine o una delle storie a fumetti postate prima? :P E della storia che sai che notizie mi dai? :-)

Massimo ha detto...

va bene... ti ringrazio molto... ti rigiro presto buone nuove ma dovrai accontentarti dello stile attuale di Donnell&Grace!

emo ha detto...

@massimo> mi ringrazi per cosa? :P
e poi, mica hai risposto: bello che? il post sul progetto con Carmine o una delle storie postate in precedenza?

Antonio ha detto...

La voglio vedere anche io questa nuova collaborazione di emiliano e massimo. Sbrigatevi! :-)

emo ha detto...

@antonio> ci vuole calma e sangue freddo.

NAT ha detto...

GRAZIE :)
PASSA ANCHE DA QUESTA MIA AMICA SONO SICURA CHE TROVERAI IL SUO BLOG INTERESSANTE :)
CIAO
http://blackholetown.ilcannocchiale.it/