calarsi nella parte

00:42 [emo] 6 Comments



Qualche post fa mi stupivo del fatto che per la prima volta fossi riuscito a scrivere ascoltando musica.
E' davvero stata la prima volta.
Vivo a mio modo di musica, ma quando gioco con le parole deve restarne fuori.

I momenti in cui gioco con le parole mi permettono di vivere stati d'animo anche in forte contrasto: l'esaltazione più adrenalinica può di colpo virare nella frustrazione più abissale, così come l'afasia più sorda può lasciare spazio a momenti di logorrea apparentemente inarrestabile.

Uno dei piccoli rituali che mi concedo, quasi un mantra che accompagna indistintamente tanto le fasi della carburazione quanto i momenti di blocco è ritornare con la mente (per pochi attimi o qualche minuto) al o addirittura rivedere direttamente il finale di uno dei film che maggiormente amo, Carlito's Way di De Palma.

Ci sono altre piccole abitudini (ci tornerò), ma questa è forse la più naturale.
E' qualcosa che prescinde da ciò che devo scrivere e che ha a che fare con tutta probabilità con l'inconscia esigenza di avere un appoggio immediato, una coperta di Linus cui affidare soprattutto gli attimi di incertezza.

Non è il film in sè, che è bello e non si discute (ripeto: non si discute), quanto proprio il momento in cui Carlito si accomiata dalla vita.
Lo sceneggiatore David Koepp (dal romanzo di Edwin Torres, che però non ho mai letto) è riuscito a ricreare un clima che a me regala ogni volta suggestioni, stati d'animo e scosse per cui mai potrò ringraziare abbastanza.

Più precisamente, il passo cui mi riferisco è il seguente:

Sorry boys, all the stitches in the world can't sew me together again. Lay down... lay down. Gonna stretch me out in Fernandez funeral home on hun and ninth street.
Always knew I'd make a stop there, but a lot later than a whole gang of people thought.
Last of the Mo-Ricans, well maybe not the last.
Gail's gonna be a good mom. New improved Carlito Brigante.
Hope she uses the money to get out.
No room in this city for big hearts like us...
Sorry baby, I tried the best I could.
Honest.
Can't come with me on this trip loaf.
Getting the shakes now, Last call for drinks, Bars closing down... Sun's out... Where are we going for breakfast, don't wanna go far... Rough night... Tired baby... Tired...

6 commenti:

mauro ha detto...

Ciao Emo che si dice dalle tue parti?
Ti rompo solo per lasciarti un salutino.
Ciao

Emiliano ha detto...

@mauro> ciao, caro. sentiamoci per mail! ;)

preacher ha detto...

potresti tradurre il finale di Carlito's Way, per favore?
:-D

emo ha detto...

non ne ho voglia :P

Albyrinth ha detto...

In questo siamo molto diversi: non riesco a scrivere (a parte quando sbobino interviste, per ovvi motivi), ma neanche a leggere, senza un sottofondo musicale. Ok, in un certo modo sono abbastanza costretto a farlo...ma anche quando non scrivo di musica e scrivo articoli per fdc o faccio altro non riesco a farlo senza l'adeguato sottofondo musicale, trovo molto piu' facile riuscire a far lavorare l'ispirazione con sotto un cd, possibilmente bello potente. Forse e' perche' la musica e' legata intimamente alla mia vita...:)

emo ha detto...

@alby> per scrivere intendevo soggetti o sceneggiature.
riguardo tutto il resto, riesco invece a farlo anche ascoltando musica.