Atomic Robo

08:47 [emo] 3 Comments


Atomic Robo è un fumetto divertente, su questo non c'è dubbio alcuno.

E' divertente non tanto per lo sfacciato e grato retaggio hellboyano che si porta dietro, quanto per la ridanciana sconclusionatezza degli intrecci e per la caratterizzazione a tratti folle dei dialoghi.
Il disegno di Scott Wegener aiuta molto in questo senso, facendosi etremamente sintetico e funzionalmente particolareggiato dove serve, ma soprattutto asservendo con gusto la narrazione a singulti Brian Clevinger:

nel 1923, la carriera del fisico Nikola Tesla sembrava giunta al termine. Fino all’invenzione del robot dall’intelligenza straordinaria... Atomic Robo! Nel 1938, l’automa partecipa a una missione top secret del governo, ottenendo in cambio la cittadinanza americana, quindi fonda la TESLADYNE, un gruppo di scienziati dedito a svelare le stranezze del mondo. Quando un fenomeno inspiegabile minaccia la terra, la sola speranza di salvezza sono Atomic Robo e gli Scienziati d’Azione!

E questo è solo l'inizio di un circo di gag, battute e situazioni surreali, trovate sull'orlo del dissennato che non arrivano alle sublimazioni pop di Allred col suo
Madman, ma che giustificano la nomination agli Eisner Award e che scatenano il desiderio di leggere al più presto il secondo volume.

Atomic Robo è pubblicato in Italia da ReNoir e QUI trovate una preview di una manciata di tavole.

Il volume, oltre a contenere la prima miniserie del personaggio, contiene alcune short e pin-up realizzate da autori ospiti, oltre a un bello sketchook che sintetizza l'iter che Clevinger e Wegener hanno percorso per arrivare a definire il personaggio.

3 commenti:

Capitan Ambù ha detto...

E'bellissimo!

Concordo sul retaggio Hellboyano, che ne pensi poi del Robot con il giubbotto e cappuccio pesante quando fa freddo?

emo ha detto...

chiaramente ne penso tutto il meglio possibile: un'altra delle piccole idee bellissime di cui è costellato questo gioiellino :)

Anonimo ha detto...

ciao sono Paolo,
ho atteso il fumetto con ansia, avendo letto il numero 0, ed essendo rimasto impressionato dai colori e dai disegni...
Si respira immediatamente aria hellboniana (verissimo), ma la cosa che non mi e' piaciuta e' che la trama e' sviluppata, a mio parere, in maniera troppo "a singhiozzo"...insomma sembra troppo un collage di idee messe assieme...spero che il secondo volume che comprero' (si sa quando esce?) sia piu' ben scritto...i disegni e i colori, cosi' come il personaggio, sono fantastici senza dubbio.