linguaggi diversi

22:34 [emo] 10 Comments



Un paio di mesi fa postai un breve racconto - La persistenza della colpa - che mi fu suggerito da una foto trovata in rete (lo trovate QUI) e successivamente mi venne la curiosità di sperimentare se ciò che mi sembrava funzionare solo come parola scritta potesse reggere anche nel passaggio a una forma diversa, ossia un fumetto.

Ne è scaturita una sceneggiatura per una breve storia di sei pagine e ho toccato con mano quanto fosse necessario adattare il solo testo scritto al nuovo linguaggio.
Ciò che ho cercato di mantenere è innanzitutto il senso, il cuore della storia, così come le atmosfere che avevo cercato di creare attraverso il racconto.
L'aspetto più delicato da affrontare, che ha imposto di intervenire in maniera più attenta, è stato (e sarà) quello di capire cosa mostrare attraverso le immagini e cosa lasciare alla parola scritta, individuare l'equilibrio fra suggestione e visibile.

Qualche settimana fa, inoltre, riprendendo con Duccio il discorso relativo al Benzi, ci siamo ritrovati di fronte alla necessità di partire un po' più da lontano per far incontrare al meglio il mio ruolo/linguaggio di sceneggiatore e il suo di disegnatore su una distanza meno difficoltosa della storia lunga (presumibilmente molto lunga) che vedrà il Benzi protagonista.
Abbiamo quindi deciso di cimentarci su una storia breve sulla quale poter esercitare un controllo maggiore e sulla quale provare a sperimentare non tanto ciò che racconteremo con il Benzi, quanto il nostro modo di lavorare insieme.
Ho quindi proposto a Duccio di lavorare sull'adattamento a fumetti de La persistenza della colpa, soprattutto perchè - mentre lo sceneggiavo - intimamente lo visualizzavo disegnato proprio con il suo stile.

Tempo pochi giorni e Duccio ha realizzato qualche studio sui due personaggi protagonisti e gli storyboard delle prime tre tavole (l'immagine che vedete lassù è lo storyboard della terza) e stiamo capendo sempre meglio come raccontarla nel giusto modo.

Parallelamente a questo percorso di incontro di linguaggi, ho individuato un elemento ricorrente in sottofondo, la musica, un ulteriore linguaggio, che regala a questo piccolo lavoro un ulteriore aspetto interessante (almeno per me, spero per voi).
Il passaggio dal racconto alla sceneggiatura è stato accompagnato - cosa inedita per me - dall'ascolto di musica, Duccio è un musicista e il racconto del Benzi e i disegni di Duccio ispirarono a un amico musicista un valzer.
Mi piace pensare che tutto ciò sia di buon auspicio.


10 commenti:

Luc ha detto...

Ragazzi, che meraviglia. Non vedo l'ora di leggerla ed ammirarla. Non mi fate tirare troppo il collo, nell'attesa. E buon lavoro !!

emo ha detto...

Hola, Luc, bentornato.
Stiamo cominciando, senza una scadenza ben precisa per ora, ma stiamo cominciando.
Non sarà una cosa lunghissima, almeno spero :)

Luc ha detto...

emo, è che non ho troppo tempo a disposizione, si lavora duro, anche se tra una cosa e l'altra cerco di sbirciare i vari blog, oppure la sera a casa. ma non è facile. pensi di essere a napoli a fine aprile ? così magari ci vediamo ... un abbraccio

emo ha detto...

@luc> paradossalmente, in questo periodo di lavoro intenso anche per me, sto aggiornando il blog con maggiore regolarità. misteri.
si, dovrei essere a Napoli.

aladar ha detto...

che meraviglia!!! :-)

emo ha detto...

@aladar> non hai ancora visto nulla, che stai a dì? ;P

aladar ha detto...

@emo> si, ma conosco i miei polli... :-P

emo ha detto...

@aladar> nel mio caso, molto molto esagerato. ma grazie comunque :P

Fabio Lai ha detto...

Forse a Napoli ci farò un salto pur'io, ci si becca.

Anonimo ha detto...

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