buone vacanze


Ci si becca dal 22 in poi.
Mettete la crema solare, mi raccomando!

Click


- Mi segui o devo ripetertelo?
- Ti seguo, ti seguo...
- Non mi sembra proprio, hai lo sguardo perso e...
- Ho detto che ti seguo, cristo!
- Cristo e madonne non c'entrano, qua mi gioco il culo io e te lo giochi pure tu. Se a te va bene correre il rischio, a me non va bene proprio per niente. Chiaro?
- Chiarissimo. Continua.
- Dov'ero rimasto?
- Non lo ricordo... stavi parlando tu...
- Allora vedi che non eri attento? Vedi che ho ragione?!
- Oddio, ma scherzi o sei serio? Continua e basta!
- No, no, no! Io non continuo proprio per niente finchè non ho tutta la tua attenzione.
- Ma ce l'hai, perdìo! Parla!
- Te lo leggo negli occhi che non hai capito niente.
- Allora li chiudo e li riapro solo quando hai finito con la spiegazione. Ecco, vedi? Sono chiusi. Parla, così non ti distrai.
- Ah, sarei io quello che si distrae, eh? Ora sarei io quello con le pigne in testa?!
- Sto per avere un cazzo di ictus. Se non continui a parlare mi dò fuoco e poi mi giro il collo da solo.
- Non fare lo spiritoso, guarda che la situazione è seria. Non siamo qui per giocare.
- ALLORA PARLA! PARLA!
- Non urlare, cazzo. Ci sentono!
- Ci sentono? Ma chi vuoi che ci senta? Altro che pigne in testa, tu c'hai sabbia compressa in quella testa. Te lo dico sottovoce e con educazione: parla, sono tutt'orecchi, pendo completamente dalle tue labbra.
- ...
- Dimmi che ti ricordi cosa dovevi dirmi. Dimmi che non ti sei dimenticato tutto quello che dovevi spiegarmi. Dimmi che non siamo qua in mezzo al nulla senza sapere come tornare indietro.
- ...
- Non ho parole. Di tutti i coglioni dovevo incrociare la strada del prototipo dei coglioni.
- No, aspetta, forse ora mi torna in mente... ho bisogno solo di qualche minuto.
- Figurati, fai con comodo. Tanto qua siamo e qua stiamo. Anzi, sai che ti dico? Io mi siedo, mi metto comodo e penso alle mie cose. Quando avrai ripreso il bandolo della matassa, avvisami. Io non mi muovo da qui, te lo prometto.
- Mi dispiace, mi dispiace davvero.
- No. Non dire nulla. Non dire niente fino a quando non ti sarà tornato in mente tutto.
- Ok, va bene.
- Ecco, bravo. Bravissimo.
- Però scusami, davvero.
- Ho detto zitto. Zitto!
- Ok, ok. Sto zitto.
- Bene.
- Bene. Ora penso.
- Zitto!!!
- Sei troppo aggressivo, così non riesco a concentrarmi.
- Ho capito, è semplice come le cose più semplici: sei semplicemente scemo.
- Ma perchè m'insulti?
- Preferisci che ti spari?
- No. Chiaramente no.
- Allora sai quel che devi fare. Fallo. Pensa e basta.
- D'accordo, ma...
CLICK

rolling cast

Il bel Wertherino e la ele mi hanno passato la patata bollente dell'estate: ipotizzare il cast del film della propria vita.
Senza frapporre indugio alcuno, passo immantinente alle facce. E che facce.


sceneggiatura: Kevin Smith

regia: lo zio Clint

E.T. nel ruolo di Manuel

Mattew Lillard nel ruolo di Gian Giorgio

Barbara De Rossi nel ruolo di Sarah

Frankie Hi Energy nel ruolo di Antonio

Fabio Celoni nel ruolo di Simone

Jeff "The big Lebowsky" Bridges nel ruolo di Werther

Emily Watson nel ruolo di Flavia


Anna Kanakis nel ruolo di Sara

Samantha De Grenet nel ruolo di Manuela

Oliver Platt nel ruolo di Sandrone
io nel ruolo di me medesimo, ma nella versione di Trey Parker e Matt Stone

my (very) own private cinema


Non ho mai avuto una passione particolare per l'Uomo di latta della Marvel, ma in più di una circostanza mi ci sono avvicinato con grande curiosità e con ottima soddisfazione (penso, in particolare, a cicli come La guerra delle armature o il recentissimo Extremis).
Col partire della pletora di cinefumetti (termine orribile e proprio per questo fighissimo) ho però atteso da subito un adattamento di Iron Man.

Nelle sale l'ho perso e ho dovuto affidarmi al cinema d'essai (hem...).
Jon Favreau fa un lavoro piuttosto convincente, senza perdersi in virtuosismi accecanti e affidandosi quasi completamente all'estrema bravura mimetica di uno straordinario Robert Downey Jr. e alla resa degli effetti speciali: Iron Man è quanto di più realisticamente impressionante ci si potesse aspettare (a differenza del pupazzo verde qua sotto).
Una regia asciutta, che non incespica minimamente a livello di narrazione nei momenti più concitati, è il pregio migliore dell'operato di Favreau e gli si perdona una sceneggiatura non molto convincente (un brutto buco all'inizio, dei dialoghi a volte da brividini e un cattivo - Jeff Bridges - parecchio debole).

Il film che merita ancor di più la visione è però quello di cui parlerò nel prossimo post...

my own private cinema


Edward Norton m'è sempre piaciuto ed è molto bravo.
Liv Tyler, ora che è dimagrita un poco, sta benissimo.

onomastici


Auguri, Jason!

Fumettinfestival internèscional - consuntivo




L'incontro con David Lloyd di sabato è stato davvero un ottimo successo.

Successo di affluenza: siamo tornati al centinaio di presenze.
Successo di atmosfera: si è creato da subito e per tutta la durata dell'incontro un clima rilassante e stimolante.
Successo di vendite.
David Lloyd è stato un ospite squisito e disponibilissimo, ha parlato di Kickback con estremo trasporto e nel momento delle dediche non ha risparmiato un disegno a nessuno.

In questa sede mi preme ringraziare in particolare alcune persone: Simos, Roberto, Pier, Fabio, Michele, Silvio e soprattutto smoky man, che ha fatto da interprete durante la serata.


pensiero laterale



Non c'avevo mai pensato, ma anche questa è un'ottima prospettiva.

Fumettinfestival internèscional - megaposter




Simos è proprio bravo, eh?

Fumettinfestival internèscional


Riporto direttamente da ComicsBlog.it

David Lloyd, l’acclamato disegnatore di V For Vendetta recentemente visto all’opera sulla sua graphic novel Kickback nel ruolo anche di sceneggiatore, incontrerà il pubblico in tre incontri nei primi giorni di giugno.

Si comincia giovedì 5 giugno alle ore 21:30 presso la fumetteria Comics House a Sarzana, provincia di La Spezia, si continua poi venerdì 6 giugno a Cagliari presso la fumetteria Loriga Fumetti alle ore 18 e si conclude sabato 7 giugno a Sassari presso la Libreria Azuni.

Dire che sono contento di questo primo Fumettinfestival! di caratura internazionale è davvero poco.


incatenati alla postazione


Sarà il bel tempo che ormai è arrivato, sarà la voglia innata di cazzeggio, ma in questo periodo più che in altri le catene da blog imperversano e per la seconda volta quella sagoma (da poligono) del bel Werther (in verità, era arrivata prima la Ele, ma se non avessi dato precedenza alla sagoma di cui sopra, mi si sarebbe offeso) mi coinvolge in un altro irresistibile giochetto: postare una foto della propria postazione di lavoro.
Immagino già come la sorpresa abbia deturpato i vostri lineamenti: dinanzi all'epifania del monstrum lo stupore genuflesso è l'unica reazione possibile.

In ogni caso, quella nella foto qua sopra è parte della mia postazione di lavoro.
Da sinistra a destra sono più o meno visibili: un muro di dvd, qualche cd, un cappellino, le cuffie microfonate per poter fare le cosacce su skype, il case del pc con in cima il macaco di Liberty Meadows, l'action figure di Jack Bauer con scimmia, il monitor, in cima al quale potete scorgere una statua di Batman, le casse e un calendario. Scivolando in basso - accanto alla tastiera - si intravvedono invece la tazza-portapenne di Hellboy, il planning e, alla sinistra del monitor, una Tivoli (dono della sagoma da poligono di cui sopra), il monitor per controllare il piano-fumetti della libreria e una serie di cianfrusaglie di varia natura.

Detto questo, ora sono irresistibilmente curioso di vedere la postazione di lavoro di:

Lo scantinato



- Dammi solo un attimo, altrimenti non riesco.
E mentre lo diceva stava lì a guardare come se ne andasse della propria vita. Io restavo fermo nella stessa identica posizione, lo fissavo cercando di non mettergli pressione, ma era forte la tentazione di intervenire e mostrargli dove sbagliava. Era piegato sulle ginocchia, concentrato, le mani ferme ma tese e si mordeva il labbro inferiore. Se lo avessi toccato su una spalla sarebbe scattato come un centometrista a una falsa partenza.
Non dissi niente, non feci nulla, non pensai nulla per dieci interminabili minuti.

Guardai l'orologio e il tempo cominciava a diventare davvero poco, troppo poco per lasciare che facesse lui tutto da solo, ma non tornavo sulla decisione che mi sembrava la migliore.
Si voltò verso di me per una frazione di secondo e nel momento in cui gli occhi vennero illuminati dalla fioca luce dello scantinato capii che ce l'avrebbe fatta.
Era solo a un passo dal risolvere tutto e mi rilassai per un istante, girandomi verso le scale ammuffite dietro di noi, ma quando ripresi a guardarlo stava per fare l'unica cosa da non fare assolutamente, mai.
Fu l'ultima cosa che pensai, poi successe tutto il casino.


a un passo dalla fine...


L'anno scorso ho retto il colpo, contrariamente a qualsiasi aspettativa.
Ma questa è la volta buona che l'età si farà sentire in tutto il suo insostenibile peso.
Ricordatemi com'ero.

mi chiedo...


...perchè, una volta tanto, invece di invocare il contraddittorio e il diritto di replica non si interviene sulla questione, sul senso?
Perchè, invece di parlare di imboscate e di attentati non si commentano i fatti?
E' chiedere troppo?


corti animati


Per tutti i sassaresi, gli isolani e per chi fosse a distanza utile, stasera si terrà la proiezione di Dopo trent'anni prima, cortometraggio animato realizzato dai prodi Silvio Camboni, Bruno Olivieri, Serena Demontis, Francesco Artibani, Alberto Balia e i suoi strumentisti, Simon Balestrazzi, Pina Puddu e Sebastiano Massimino.

La proiezione si svolgerà al Cinema Quattro colonne, alle 20.30.
Chi non potesse venire, invece, può vedere il corto QUI.

chains of fools

Werther mi coinvolge in un'ulteriore catena bloggerosa (poi c'ha provato anche Andrea, ma lui non legge i post che commenta, evidentemente :asd:).

In sintesi bisogna:

1- Indicare il Blog che vi ha nominato e linkarlo. E l'ho fatto.
2- Inserire le regole di svolgimento. E ho fatto pure questo.
3- Scrivere sei cose che vi piace fare. Le scrivo sotto.
4- Nominare altre sei persone che proseguano la catena. Idem.
5- Lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti. Farò anche questo

Ed ecco le sei cose che mi piace fare:
  • Giocare d'azzardo
  • Fare shopping
  • Fare la lampada
  • Recitare il rosario
  • Suonare i bonghi al parco
  • Mangiare il pesce
Chiudo con le sei persone da coinvolgere in questo ameno gioco e poi vado a spammare sui loro blog:

fumetti aggratis


Se avete una fumetteria vicino casa, verificate QUI che abbia aderito e correte a ritirare i vostri fumetti aggratis...

in lettura

Napule è mille colure, ma anche una bella vagonata di suggestioni.
Due di queste mi sono state regalate nei giorni della fiera.
Una durante la premiazione e l'altra da Gianfranco.



Lo scontro quotidiano era nella pila delle cose da leggere e ora l'ha risalita finendoci in cima, dato che ha vinto il Micheluzzi come miglior fumetto straniero e son veramente curioso.



Kafka sulla spiaggia
, invece, è la penultima opera di un autore che non conosco per niente, salvo che per Tokyo Blues, letto ormai una vita fa.

parole in libertà


Lo dico subito: la mostra dedicata ad Attilio Micheluzzi, nella cornice di Castel Sant'Elmo, è stata davvero splendida.
Solo questa basterebbe a rendere ottimo il ricordo del Comicon.

Come capita sempre più spesso, ormai vado alle fiere prevalentemente per incontrare amici che non avrei altro modo di incontrare tutti insieme nello stesso posto.
E anche quest'anno le cose, sotto quest'aspetto, sono andate benissimo. Per una volta, però, vi risparmio l'elenco di nomi: tanto sapete chi siete, no?

Un'unica eccezione la faccio e riguarda Marcuccio: il momento della premiazione per Ilaria Alpi è stato uno dei più emozionanti in termini assoluti e, soprattutto, relativamente al grigiore mesto e involontariamente comico della premiazione (tempi lunghi, slide che anticipavano i premiati, stacchetti musicali inquietanti e altre amenità).

Altra cosa importante, con Duccio abbiam fatto quel che dovevamo fare e ora si tratta di aspettare e di continuare a fare quel che stiamo facendo (bello usare le parole per non dire - quasi - niente).

La targa che vedete nella foto, invece, è quella della casa di riposo in cui mi ritirerò a breve.
Sta pure vicina a Vanvitelli, un ristorante/pizzeria in cui si mangia bene, ma proprio bene.


Comicon


Da domani a domenica sarò qui. Ci si ribecca lunedì.