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ed è subito (finita) Lucca


Le considerazioni post-fiera si devono fare a caldo, non bisogna cincischiare per giorni altrimenti tutto diventa finto e poco di stomaco, artefatto e non restituito al meglio sulla reale onda emotiva di ciò che si è vissuto durante la manifestazione.

Lucca non fa eccezione, tutt'altro.
A differenza degli ultimi tre anni (uno, due e tre), in cui al rientro mi sono concentrato solo sugli aspetti positivi, a 'sto giro preferisco sottolineare l'aspetto più nauseante della fiera.

Lucca è il Capodanno fumettistico e, da qualche anno, riveste pure il ruolo di Carnevale: i cosplayers sono ormai i veri protagonisti della quattro-giorni lucchese e a un vecchio e ottuso babbione come il sottoscritto la cosa suscita solo i pensieri più violenti o - ad andar bene - intolleranti: i miei sogni più rosei li vedono partecipare a contest organizzati esclusivamente per loro con conseguente interdizione all'ingresso a qualsivoglia fiera, almeno per evitare il riproporsi dell'increscioso spettacolo offerto da cosplayers come quelli ritratti nella foto qua sopra.

Fumettinfestival! & BD Day - consuntivo e foto

Sotto i profili più importanti (atmosfera dell'iniziativa, affluenza, recettività del pubblico, vendite) sono più che soddisfatto della giornata di ieri.

Doveva essere articolata in due momenti (prima il workshop e poi la presentazione di Underskin), ma l'istrionismo di Massimo (e la complicità di Dany & Dany, Claudio Fattori e Stefano Enna) hanno fluentemente portato a proseguire senza soluzione di continuità e l'intero pomeriggio ha ruotato attorno a un unico argomento - fare fumetti - declinato sotto molteplici sfumature.
Il tutto a beneficio sia dei ragazzi intervenuti appositamente per il workshop, ma anche della curiosità di un cospicuo numero di curiosi e neofiti.

Detto questo, prima di lasciare lo spazio a qualcuna delle foto della serata (grazie, Giorgio, per l'ennesima prova da reporter d'assalto!), un piccolo spunto di riflessione per tutti coloro che si occupano di critica e informazione e pure per quegli Editori che dovessero passare da 'ste parti: Massimo è un portentoso talento che in poco più di un anno ha dimostrato una classe, delle potenzialità, una consapevolezza espressiva, una crescita e una professionalità che dovrebbero permettergli di raccogliere (sia in termini di analisi critica che in termini di spazi lavorativi) ancora di più di ciò che Underskin, un Jonathan Steele e un John Doe possano aver fatto o potranno fare.

Almeno prima che qualche editore (straniero ?) maggiormente incline a investire con sistematicità su un autore, lo blindi con un contratto d'esclusiva.






















Napoli di ritorno

Napoli è sempre statata una bellissima occasione per visitare una bella fiera (insieme a Lucca la migliore, per me), mangiare ancora meglio e stare in compagnia di persone che normalmente non avrei occasione di incrociare con facilità.
Anche questa volta le cose sono andate al meglio.

I momenti da rievocare sarebbero veramente tanti, ma poi - alla fine - chi c'era già li conosce e chi non c'era non è che potrebbe viverli ora in differita.

Ho cazzeggiato quasi tutto il tempo, eccetto che in due momenti: quello in cui con Gianfranco abbiamo consegnato a chi di dovere il dossier su OWC e un altro in cui è salito sulla barca di Rusty dogs un altro bravissimo disegnatore).
Riguardo OWC, ora aspettiamo e incrociamo le dita.
Riguardo Rusty dogs, a breve qualche news più seria e circostanziata su cos'è.

Ho girato per gli stand acquistando poco - ma solo per problemi di spazio e per via del fatto che tanto molta roba mi arriverà in libreria a breve - ma chiacchierando parecchio.

Sono stato sopportato in larga parte dai toscanacci della Double Shot, che ora sono in viaggio verso Firenze e si stanno portando dietro la mia valigia e quindi a loro vanno tutti i miei rispetti: ciao Alessio, ciao Lorenzo, ciao Michele e ciao allo stagista Nicola, ma anche ciao agli Evo boys Andrea "ti piace il fantasy?" Vignali e Francesco (Trifogli, disegnatore mostruoso).

Ho molto piacevolmente chiacchierato con Alessandro (in bocca al lupo per Salgari, che leggerò appena m'arriva), ho conosciuto Lelio "monicaqualemonica?" Bonaccorso e ho rincontrato Marcuccio (più sotto qualche commento sul loro Peppino Impastato), ho visto la bellissima roba che fanno quelli di The Passenger e Lucho, ho bestemmiato contro i cosplayer e i giocatori di Guitars heroes (anzi, meglio: contro chi li ha messi tutti in un collo di bottiglia che collegava due zone diverse della fiera), ho rimediato una notevole figura di merda che per decenza non riporto (ma temo che su CUS se ne parlerà abbastanza), ho incrociato troppo velocemente sir Carlo & signora, ho preso un buonissimo caffè con Stefano e Giulio-Brendon, ho sudato come un fesso perchè ho sbagliato clamorosamente guardaroba, ho capito con Giorgio cosa significhi essere un autore sensibile (e mai lo ringrazierò abbastanza per questa illuminazione), ho giracchiato fra gli stand con Wertheruccio, incrociato giusto un attimo Rrobe, Sergio, Zappo, Enoa, Mauro, Lorenzo, ED!, Marco ed Alessandro , ho conosciuto dal vivo quel portento d'autore che è Makkox e ho visitato le mostre con Gianfranco a tempo di record.
Per quanto non l'abbia conosciuto, ho avuto modo di intravvedere l'estrema disponibilità con tutti di quel mostro da tavolo da disegno che si chiama Edoardo Risso. Una grandissima sorpresa davvero.
Insomma, un bel pieno di cose belle.
Peccato solo non essere riuscito a beccare Cristiano e Davide.

E in viaggio verso Roma ho pure avuto modo di leggere due fumetti presi in fiera e uno scroccato a Werther: il già citato Peppino Impastato, l'ultimo 100 Bullets e Il gusto del cloro.


Peppino Impastato è un altro ottimo esempio (dopo Ilaria Alpi) di come Marco riesca a trovare il giusto equilibrio fra impianto giornalistico-documentaristico e fiction senza sconfinare da una parte nella freddezza cronachistica e - dall'altra - nelle semplificazioni delle soluzioni narrative.
Lelio, qui al suo esordio sulle lunghe distanze, lavora di sintesi senza perdere in ricchezza e regala delle tavole dalla grande carica emozionale e di ottima efficacia narrativa.



100 Bullets. Azzarello e Risso. Gangsters, cospirazioni, alto e basso killeraggio, donne fatalmente fatali, pallottole a quintali e sangue a litri come l'inchiostro delle ombre. Praticamente il Bengodi per chi ami il noir, il crime e - soprattutto - le belle storie.
Ora mancano solo dodici episodi alla fine di questa splendida serie e già mi chiedo cosa affiancherà Criminal fra le mie serie preferite di sempre.


Il gusto del cloro, di Bastien Vivès (Black Velvet) ha vinto nella categoria "revelation" l'ultima edizione di Angoulême. E ha vinto a ragione perchè Vivès è bravissimo. Non potrebbe definirsi altrimenti un autore che riesce a tenerti incollato su una storia che - per tutte le sue 130 e rotte pagine - si svolge all'interno di una piscina e che ha due protagonisti e basta. Vivès è giovanissimo, ma sa raccontare, sa muovere la camera, sa trovare delle soluzioni grafico-narrative eleganti e funzionali al racconto, con una consapevolezza che fa rosicare.

Fumettinfestival! - consuntivo in immagini movimentate



Il video qua sopra è opera dell prode Bruno Olivieri, che - insieme a un manipolo di altri valorosi cagliaritani (ciao Massimo, ciao Silvio, ciao Marco) - non si è lasciato intimorire dai pericoli della ss131 e sabato era fra i pochi (ma buonissimi, bellissimi e simpaticissimi) presenti all'incontro con Sergio.

Appena me le passeranno, posterò anche qualche foto, magari unitamente a qualche commento sulla bella serata e a qualche considerazione sull'apparente incomunicabilità tra il pubblico dei fumetti e il pubblico della musica.

Fumettinfestival! - consuntivo


E' andata molto bene.
Abbiam presentato Underskin, ma abbiamo parlato anche di codici.
Codici di comunicazione, codici espressivi, codici economici.
E la stragrande maggioranza del pubblico (ottima affluenza) è rimasta fino alla fine, indice che siamo riusciti a non annoiare, soprattutto grazie alla verve di Massimo, un vero mattatore.

Per chi volesse vedere qualche altra foto, basta che faccia un salto QUI.

a sorpresa, Lucca


Avevo deciso di non andare a Lucca, ma poi - per varie vicissitudini - ho cambiato idea e sono riuscito a fare un salto alla fiera per una giornata.

L'arrivo sotto la pioggia non è stato dei più incoraggianti (e il mio trolly ne ha pagato le conseguenze), ma dall'arrivo in fiera a quando sono andato via nel pomeriggio è stato un tourbillon di facce, sorrisi, abbracci e - uno dei motivi più importanti per cui vado alle fiere - belle persone da (ri)-incontrare.
Purtroppo non ho fatto a tempo a vedere proprio tutti-tutti (Werther, Matteo e Andrea sono i primi che mi vengono in mente) e con altri c'è stata occasione solo per un saluto fugace (Alex, Alessandro, Alessio, Andrea, Bruno, Daniele, Fabiano, Francesco, Riccardo, Roberto, Simone e Stefano), ma bisogna pur essere disposti - ogni tanto - ad accontentarsi e se penso alle (care) persone con cui mi sono intrattenuto, il dispiacere passa.
Quindi, come da tradizione post-fiera, una carrellata di nomi da ri-salutare: Armando, Susanna, Claudio, Giovanni, Fabio, Lorenzo, Alessio, Nicola, Antonio, Simone, ED!, Maurizio, Carmine, e Diego.
Per Massimo, poi, sono stato particolarmente contento (e lui sa perchè).

Come sempre, se qualcuno che ho incontrato e salutato non è in questa lista, è solo per colpa della mia memoria e non per antipatia: le persone che mi stanno sul cazzo, manco le saluto :asd:

Ho anche preso qualche bel fumetto (sì, è vero, ho una libreria, ma la nerditudine è un brutto male) e mi sono (ri)fatto una promessa - riguardo l'edizione del prossimo anno - che cercherò di mantenere a tutti i costi.


p.s. il misterioso scorcio di foto è un invito a non perdere il prossimo reportage lucchese a cura di De:Code e che spero lanci il gioco più di tendenza del 2009.

parole in libertà


Lo dico subito: la mostra dedicata ad Attilio Micheluzzi, nella cornice di Castel Sant'Elmo, è stata davvero splendida.
Solo questa basterebbe a rendere ottimo il ricordo del Comicon.

Come capita sempre più spesso, ormai vado alle fiere prevalentemente per incontrare amici che non avrei altro modo di incontrare tutti insieme nello stesso posto.
E anche quest'anno le cose, sotto quest'aspetto, sono andate benissimo. Per una volta, però, vi risparmio l'elenco di nomi: tanto sapete chi siete, no?

Un'unica eccezione la faccio e riguarda Marcuccio: il momento della premiazione per Ilaria Alpi è stato uno dei più emozionanti in termini assoluti e, soprattutto, relativamente al grigiore mesto e involontariamente comico della premiazione (tempi lunghi, slide che anticipavano i premiati, stacchetti musicali inquietanti e altre amenità).

Altra cosa importante, con Duccio abbiam fatto quel che dovevamo fare e ora si tratta di aspettare e di continuare a fare quel che stiamo facendo (bello usare le parole per non dire - quasi - niente).

La targa che vedete nella foto, invece, è quella della casa di riposo in cui mi ritirerò a breve.
Sta pure vicina a Vanvitelli, un ristorante/pizzeria in cui si mangia bene, ma proprio bene.


belle soprese


Se m'avessero avvisato prima avrei messo lo smoking.
Non immaginavo davvero che una piccola, per quanto interessante, iniziativa come quella di cui ho dato notizia ieri avrebbe potuto attirare così tante persone (la foto sopra è stata scattata prima dell'incontro, quando ancora l'afflusso non era finito). Proprio una bella sorpresa.
Un plauso agli organizzatori per aver fatto un'ottima promozione alla cosa.

La serata è stata parecchio rilassante ma, soprattutto, ci ha dato l'occasione di confrontarci con un pubblico attentissimo e particolarmente partecipe, curioso e disposto allo scambio.
Abbiamo parlato di fumetto, di quanto sia bello farlo o anche solo provare a farlo, delle difficoltà che possono esserci in Sardegna per superare l'impasse dell'insuralità e - soprattutto - degli strumenti utili a superarlo, abbiamo parlato di prospettive diverse d'approccio, di possibilità, dei primi timidi passi, di aspirazioni e di necessità espressive.

Spero sinceramente che già il prossimo anno, per una seconda edizione del Fumetto Day che spero davvero venga realizzata per dare continuità al buon esordio di ieri, gli organizzatori riescano a trovare le risorse per offrire a Oristano e non solo un'ulteriore occasione di confronto con chi il fumetto lo fa o sta cominciando a farlo, magari potendo contare sulla presenza e il sostegno di qualche grosso nome.

cuori demilitarizzati e un po' di dolce

Nei giorni in cui sono stato a Roma ho avuto modo di assistere a due appuntamenti con la carta fatta di immagini e parole.
Il primo, al Forbidden Planet, dedicato all'incontro col pubblico di Riccardo Burchielli, impegnato nel tour promozionale del primo volume di DMZ, il secondo dedicato invece alla presentazione di Cuori da bar, raccolta di racconti scritti da Lorenzo Bartoli e organizzato dalla Libreria Vivalibri del Testaccio.



Nel primo caso, purtroppo, lo sciopero nazionale dei mezzi ha impedito un affusso congruo nella fumetteria, ma questo non ha impedito a un buon numero di appassionati di prendere il volume e di farcisi fare un bel disegno da Riccardo. Inoltre, è stata per me l'occasione di incontrare parecchie conoscenze romane che non avrei avuto modo di vedere se non in qualche fiera. Rinuncio in partenza all'idea di ricordare tutti, perchè tanto rischierei di dimenticarmi qualcuno.


Nel secondo, invece, l'affluenza di pubblico è stata sensibilmente maggiore (grazie anche al termine dello sciopero) e la bellissima cornice della Libreria ha permesso a Lorenzo di presentare al meglio il proprio libro grazie anche alla complicità del Rrobe e - soprattutto - di un Remo Remotti in forma smagliante, che ha letto qualche racconto dandogli voce ed emozioni diverse dalla lettura intima, ma di straordinaria suggestione.

Un'ultima nota, poco letteraria e più gastronomica, lo stesso pomeriggio dei due incontri ho avuto modo di conoscere un luogo di perdizione che - per fortuna - sta a un Tirreno di distanza da qua: il famosissimo Bar Pompi, il regno del tiramisù: dopo aver gratificato la mente, avvolgere il cuore nelle emozioni sprigionate da quel capolavoro dolciario è stato il perfetto coronamento di un bel pomeriggio.


back home


La mostra dedicata al Santissimo Stanley è davvero davvero davvero bella.

Chi è a stretto giro di metro, treno o aereo ci faccia un salto perchè merita: sceneggiature originali, foto di scena e dei dietro le quinte, qualche costume originale, oggetti di scena da panico (nella foto lo star child di 2001, ma ci stanno pure l'elmetto del soldato Jocker/Mattew Modine di Full Metal Jacket, la macchina da scrivere di Jack Torrance/Jake Nicholson in Shining e tantissime altre figosità), alcune trovate scenografiche sfiziosissime, parecchi filmati con interessantissime interviste, locandine originali, un documentario sulla musica nel cinema di Kubrick, storyboards, piani di lavoro e tutta un'altra caterva di roba buona.

La mostra ha un unico grandissimo, imperdonabile difetto: il percorso è solo parzialmente in ordine cronologico e particolarmente confuso.
Un brutto neo, ma che - se non siete nerd acritici intransigenti - si può mandar giù senza difficoltà.

nota: non si potrebbero scattare foto, ma una son riuscito a portarla a casa...

Lucca? una questione di facce...



Andare a Lucca, vivere la fiera, significa entrare in un mondo altro, con regole e dinamiche tutte particolari.

E' un mondo il cui baricentro è costituito dai padiglioni e dagli stand, attorno ai quali fiumi di lettori, semplici curiosi, cosplayers e addetti ai lavori si fanno strada a fatica.

E' il mondo del "oh, ciao, tutto bene? Quanto resti in fiera? ah, bene, allora ci si vede dopo", salvo poi - sistematicamente - ripartire senza essersi visti.
Non dipende da disinteresse o - peggio - indeducazione, ma dal mero lasciarsi trasportare dalla frenesia di un lungo fine settimana in cui sarebbe comunque impossibile riuscire a incontrare in maniera decente tutte le persone che si avrebbe piacere.

E meno male che l'
anno scorso la ricollocazione dello spazio fiera dentro le mura ha permesso al baricentro-padiglioni di essere circondato dai satelliti-baretti in cui anche a 'sto giro è stato facile resistere alla forza gravitazionale e di riprendersi dalla ressa dei corridoi fra gli stand.

Quest'anno è andata ancora meglio e non avere l'impellenza di dedicare i giorni lucchesi a cercare qualche editore o comunque al (secondo)
lavoro, mi ha permesso di vivere la fiera con estrema rilassatezza e di godere della compagnia - ora lungo tutto il fine settimana, ora solo per il tempo di un breve saluto - di belle persone.

E' stata la Lucca delle facce.

La faccia folle di
Andrea dietro allo stand a presentare il suo primo fumetto, così come quella sorridente di Sara sempre all'esordio, la faccia ganzissima e premiata dal Gran Guinigi dei Doubleshottari Alessio, Stefano e Lorenzo, quella pipobarbuta e saggia del Bot, quella con le occhiaie di Alex, la faccia con le lenti inquietanti di Elena, le facce insulari di Bruno, Bruno, Fabiano, Fabrizio e Cinzia, Massimo, smoky, Sergio, Claudio e Marco, la faccia straordinariamente disponibile con tutti di Daniele, la faccia soddisfatta e rilassata di Armando, quella a un passo dall'esordio in edicola di Andrea, quella bellissima da neo-papà di Matteo,la faccia vichinga di Davide e quella da Gran Guinigi anche lui di Riccardo, le facce scorte purtroppo solo per un attimo di sir Carlo, Carmine, Firpo, Federica, Lorenzo, Luciano e di mio cugggino - da parte di Pratt - Giorgio, le facce viste per troppo poco tempo a prescindere di Werther e Flavia, la faccia in attesa di Duccio, quella da doppio hot-dog di Riccardo, quella da 7878 di Giacomo, quella squisita di Nicola, quella difforme e da rissa di Giorgio e - infine - la faccia cui non rinuncerei mai e poi mai in una fiera, quella di Antonio.
Peccato che a questa bella collezione mancasse la faccia con la febbre di Gianfranco.

Sono stati giorni di grasse risate, tanto (agognato) relax, un mare indistinto di fumetti, una sola - ma magnifica - mostra visitata (un brivido al cuore, gli originali di Pratt visti per la prima volta), leggende urbane inarrestabili e gran poca voglia di tornare a casa.

Ma se state leggendo queste righe, da qualche parte devo averne trovato almeno una scorta minima.


le cose belle (le uniche che servono)


E' la terza volta che ho avuto occasione di visitare il Comicon del capoluogo campano e l'anno scorso, come quest'anno, le aspettative che avevo erano piuttosto alte.
Ogni cosa ha un lato in luce e uno in ombra, quindi anche una fiera e le persone che vi si incontrano non fanno eccezione alcuna.
Ciò che m'interessa fissare qui, è solo ciò che di buono ho riportato in valigia a Sassari, che non è poco, dato che riguarda prevalentemente la sfera personale, che qua sul blog tendo sempre a evitare di sottolineare.

Qualche parola, però, mi preme spenderla e - come accennavo nel post qua sotto - riguarda soprattutto le persone con cui ho condiviso i giorni di fiera.
Non mi riferisco a tutti coloro con i quali ho avuto modo di intrattenermi piacevolmente per qualche minuto (le fiere non permettono certo di frequentare a modo tutte le persone che si può desiderare incontrare), ma a quel manipolo di guasconi con i quali ho girato per gli stand e con i quali ho passato le ore a stare spaparanzato sul balcone del castello a fumare, chiacchierare e cazzeggiare per tutti e tre i giorni.

Mi riferisco - in rigoroso ordine alfabetico - ad Antonio (con il quale, prima o poi, dovremmo davvero decidere di scrivere insieme un post fiume dedicato a un reportage cumulativo su tutte le fiere che abbiamo vissuto in compagnia), Duccio (con il quale fra qualche tempo cominceremo a fare davvero sul serio con il Benzi), a Gianfranco (con il quale stiamo già facendo sul serio con OWC) e Giuseppe (che non ha nè un sito nè un blog, ma che non avevo mai incontrato e che son stato felice d'incontrare).
Senza queste persone i tre giorni napoletani sarebbero stati particolarmente noiosi e pressochè privi di significato.
Sarei stato contento - per diversi motivi - di passare un po' di tempo in più anche con qualcun altro, ma son sicuro che non mancheranno le occasioni in futuro.

La stretta di mano fra me e il Bot immortalata nella foto che vedete là sopra sancisce ufficialmente l'involontaria tradizione che prevede che Alessandro sia quasi sempre la prima persona che vedo non appena metto piede in una fiera.


impressioni sospese



Ancora non so che sensazione generale mi son portato a casa da Napule.

Alcune estremamente positive (grazie soprattutto alle persone con cui ho condiviso i giorni della fiera) altre di segno decisamente opposto (sulle quali voglio ancora riflettere un po').

Sta di fatto che anche quest'edizione del Comicon ha esaurito il suo corso e a breve siti, forum e blog pulluleranno di commenti.
Per adesso preferisco sospendere il giudizio, quindi tornerò sulla mostra nei prossimi giorni.

Chiudo con l'ennesimo angolo sborone: la Tivoli qua sopra (che fa bella mostra di sè sulla mia accogliente scrivania) è un bel regaluccio ricevuto in quel di Napoli da un carissimo amico.



Mantova val (ancora) bene un viaggio


Alla fine ce l'ho fatta a rientrare da Mantova.
Se dovessi raccontare tutto, ma proprio tutto, quel che è capitato nello scorso fine settimana, so quando comincerei a scrivere, ma non so quando smetterei.
Meglio concentrarsi su tutto quanto attenga esclusivamente la fiera in senso stretto.

La prima edizione dello scorso anno fu piuttosto incoraggiante e questa seconda ha mantenuto parecchi aspetti positivi, a cominciare dalla buona organizzazione logistica.
Sotto un profilo più strettamente contenutistico, gli incontri/conferenze con gli autori e gli addetti ai lavori (curati da Marcuccio Rizzo e sir Carlo Del Grande di ComicUS) sono stati piuttosto coinvolgenti, in particolare quelli dedicati all'ospite principale della manifestazione, Brian Michael Bendis.
Fra gli altri ospiti, vado a memoria, Tito Faraci, Roberto Recchioni, Diego Cajelli,Giuseppe Ferrario, Andrea Mutti, Ausonia, Lee Bermejo, Giuseppe Camuncoli, Riccardo Burchielli, Davide Gianfelice, Gabriele Dell'Otto, Claudio Villa, un'infornata di autori Bonelli e tanti altri.
Molto interessante lo spazio showcase in cui sono intervenuti molti degli autori ospiti e organizzato con dei mini-stage di fumetto destinati a diversi tipi di uditorio, sia i bambini delle elementari che i neofiti più adulti o curiosi in genere.

Peccato che anche quest'anno la presenza di editori non sia stata eccezionale (pur compensata dalla possibilità di reperire in anteprima alcuni titoli come Civil War 1 della Panini o Garrett 3 della Edizioni BD, giusto per citarne un paio).

Nota dolente, almeno per le aspettative che ripongo io nelle fiere, la presenza di un'unica mostra di originali (nello specifico si trattava delle tavole di una storia a fumetti su Tazio Nuvolari, che verrà editata da Leopoldo Bloom Editore).

Infine, la scarsissima affluenza di pubblico registrata venerdì è stata superata dalla buona affluenza di sabato e domenica.


Lucca? una questione personale...

Era davvero da tantissimo tempo, anni per la verità, che l'ultimo giorno che passavo in fiera (che fosse Lucca, Roma, Napoli o un'altra) era sempre accompagnato dal desiderio di tornare a casa, con la certezza - almeno nella stragrande maggioranza dei casi - di essere stato contento di aver partecipato alla fiera, ma al contempo con la consapevolezza che fosse giusto e bello fare rientro nella vita di tutti i giorni.

Questa volta no.
Questa volta - i diabetici non finiscano di leggere la frase - a Lucca c'ho proprio lasciato un pezzettino di cuore.

L'edizione di quest'anno è stata magnifica, l'organizzazione - pur con inevitabili mancanze, delle quali però non ho la minima intenzione di parlare - ha consegnato a città, visitatori e addetti ai lavori un bene prezioso da coltivare e proteggere.

La scelta di allestire i padiglioni all'interno delle mura è stata vincente e l'atmosfera che si è creata ha donato un immenso carico di suggestioni.
Il clima, poi, tradizionalmente avverso alla manifestazione, ha visto bene di adeguarsi e di comportarsi educatamente: un po' di freddo, ma niente che abbia impedito di godersi più di un caffè all'aperto.

Miracolo dei miracoli, poi, sembra che le vendite siano andate tendenzialmente bene un po' per tutti.

E questi sono solo i dettagli, perchè le cose davvero importanti, le emozioni provate, me le hanno regalate le persone che ho incontrato e con cui ho passato i momenti migliori dei tre giorni vissuti in fiera.
Persone che non vedevo da tempo, altre che non avrei occasione di incontrare se non in queste circostanze, altre ancora che non avevo mai incontrato e che sono state delle piccole grandi sorprese.
Con tutte avrei voluto comunque passare più tempo di quello che abbiamo avuto a disposizione.
Voglio solo dire loro grazie.

Vorrei citarle tutte, ma sarebbe davvero impossibile e preferisco ringraziarne solo una in particolare (con la speranza che nessuna delle altre se ne abbia a male): Gianfranco.

So - per tanti motivi - che lavoreremo bene insieme e questa è la cosa più bella che mi son portato dalla cittadina toscana.

Un'ultima cosa: per la prima volta non inserisco un'immagine in un post.
C'è bisogno di dire che le immagini più belle ce le ho impresse nelle retine e che nessuna macchina fotografica sarebbe stata capace di catturarne il senso?
Ovviamente no.
E, infatti, non lo dico.


special guest star a chi?


La seconda tappa del mini-tour promozionale di IDEAcomics è stata decisamente ottima.
I responsabili della fumetteria One Piece di Oristano si sono rivelati dei deliziosi ospiti, così come sono stati affettuosissimi i numerosi partecipanti all'incontro.

Una bella serata, rilassante, divertente e - a giudicare dalla partecipazione attiva del pubblico - piuttosto interessante e stimolante.

In futuro avrò modo di approfondire un discorso riguardante lo stare dall'altra parte del tavolo e come questa semplice disposizione nello spazio possa influire sulla percezione che possono avere gli altri di noi.



Per ora mi limito a sottolineare che ieri è stata la prima volta che qualcuno mi ha dato della special guest star...

una piccola grande cosa



Sabato è stata una bella, bellissima serata.

Il pubblico è accorso numerosissimo all'incontro di presentazione di IDEAcomics e sia Massimo che Dany&Dany hanno avuto modo di presentare al meglio il frutto dei loro sacrifici: cornice perfetta e comoda, pubblico non solo numeroso ma anche (e soprattutto) partecipe, curioso e attento.

Un punto di partenza prezioso per IDEAcomics che spero porti bene a tutti, me compreso che - nel mio piccolo - ho avuto la soddisfazione di vedere dopo tanti, troppi anni una mia (brevissima) storia pubblicata.
Tre pagine sono poche, ma costituiscono simbolicamente un passo importante per me e per ciò che desidero.
Anche per questo - nonostante una disinvoltura e rilassatezza totali nel ruolo di moderatore dell'incontro - quand'è venuto il momento di dire due parole su Duet and Duel l'emozione ha rischiato di farmi un bello scherzetto.

Chi sia curioso di vedere qualche altra foto può fare un salto qua.

Mantova val bene un viaggio



Mantova Comics ha chiuso i battenti domenica pomeriggio e sono stato là tutti e tre i giorni.

La prima edizione di una fiera è sempre particolarmente importante: si verifica sul campo tutto il lavoro di organizzazione sviluppato nei mesi precedenti e - soprattutto - si ha il riscontro del pubblico, sia in termini di affluenza sia in termini di gradimento.

Il mio imprinting è stato positivo, complice l'atmosfera evocata dalle scalinate del palazzetto in cui è stato studiato lo spazio dedicato agli editori e che mi ha ricordato le impagabili e indimenticabili Lucca dei primi anni '90.

Certo, il venerdì l'affluenza di pubblico è stata davvero bassa, i corridoi della fiera desolantemente vuoti e le facce degli standisti tendenti al preoccupato, ma sabato e domenica il numero delle presenze è aumentato in maniera sensibile, tanto che Francesco Meo - responsabile organizzativo ed editor Panini Comics - ha parlato di buon successo grazie alle più di 10.000 presenze.

Ho apprezzato in particolare due aspetti della fiera:

- il tentativo di evitare la promiscuità fra editori, venditori e games, che - sono convinto - ha decretato l'impoverimento e l'imbarbarimento culturale di grosse fiere del passato come la romana Expocartoon.

- l'incoraggiante e promettente propensione a sviluppare anche un discorso culturale, grazie a delle conferenze/incontri col pubblico non solo dedicati all'aspetto promozionale.

Ciò che invece dovrebbe essere a mio avviso migliorato è:

- il coinvolgimento di tutta l'editoria fumettistica nazionale.

- la presentazione di novità editoriali.

- l'ulteriore approfondimento dell'aspetto culturale, che contempli non solo un tipo di fumetto nazionalpopolare, ma che offra spazio di discussione anche al fumetto di ricerca e al fumetto indie.

- la scelta delle sedie del bar (ok, questa è gratuita, ma dovevo pur giustificare la foto usata in questo post).

Sembra che Mantova Comics goda di un piano quinquennale di lavoro, di conseguenza c'è di che essere ottimisti e fiduciosi: la prova del prossimo anno sarà più difficile, perchè non solo bisognerà confermare i buoni esiti della prima, ma sarà necessario cominciare a ingranare.
In bocca al lupo.

Per quanto mi riguarda, oltretutto, i tre giorni di Mantova mi hanno permesso di incontrare persone che non ho altre occasioni di vedere se non durante le fiere (ciao Andrea, ciao Nicola, ciao Fabrizio!) e di sviluppare pian piano le collaborazioni con alcuni disegnatori.

Riguardo - in particolare - al secondo aspetto, ho avuto il piacere di incontrare Duccio (Boscoli), con il quale abbiamo ulteriormente approfondito ciò che vorremmo fare con il Benzi; inoltre, sembra che Werther (Dell'Edera) e il sottoscritto torneranno a lavorare insieme, anche se per una storia brevissimissima.
Cosa desiderare di più?