ignoranze imbarazzanti

Non ho mai avuto una vera e propria passione per i videogames, tutt'altro.
Mi son preso una sbornia mica male - ormai un'era geologica fa - per il Commodore64, ma poi più nulla. Sono conscio degli immani limiti delle mia capacità manuali (un conto è il joystick con due tasti e un'asta, un altro discorso quegli infernali joypad con tasti ovunque e infinite combinazioni fra di loro) e questo pesa come un macigno sullo scarso ascendendente che hanno su di me i giochi elettronici.

Rimango comunque affascinato - osservandoli, invero, da distanze pressochè siderali e dagli abissi della mia ignoranza - dalla qualità che hanno raggiunto negli anni e l'ultima volta che ne ho visto uno da vicino è stato un paio di settimane fa, era Halo3.
Che dire? Impressionante davvero. Così come è stato impressionante avvicinarmi (comunque sempre da mero spettatore) a un altro videogame ugualmente per - mi dicono - XBox 360, ossia Assasins Creed. Per quanto mi abbiano intrigato, a tratti esaltato e sicuramente incuriosito, una volta spento lo schermo è passato tutto e me li sono dimenticati.

E' successa tutta un'altra cosa da quando m'è capitato di incrociare sulla rete il trailer per un titolo di prossima uscita, Grand Theft Auto IV.
Ecco, in questo caso non solo mi son ritrovato a cercare info su info, a scaricare immagini e filmati, ma ho avuto la forte tentazione - che perdura tuttora (e forse con questo post vorrei esorcizzarla) - di acquistare una XBox e attendere in febbrile attesa l'uscita del gioco, metterlo su e congedarmi dal sodalizio umano per un indeterminatamente lungo periodo di eremitaggio dedicato al gioco.
Alcuni sceneggiatori o disegnatori, oltretutto, la chiamerebbero documentazione o - solo i più arditi, invero - corso di aggiornamento.

Mono - le storie. Controtempo

La scorsa settimana ho postato la prima delle tre storie che ho scritto per Mono. Ora è la volta della seconda, pubblicata sul numero della rivista dedicato alla musica.

I disegni sono di Elena Casagrande.
Eccola qua sotto (la tavola, non Elena). Come sempre, cliccateci su per ingrandirla.



Elena Casagrande
Avendo sin da piccola intrapreso un rapporto di dipendenza dal disegno e dal fumetto, dopo il liceo si diploma alla Scuola Internazionale di Comics; ne esce felice e inizia subito a lavorare. Finora queste sono state le sue dosi: Angel e Klingons: Blood Will Tell (IDW), Altrimondi (Star Comics), Avalonia Special 3 e Sol Mirror (Cronaca di Topolinia).


aggiurnamènt


E dopo una pausa di qualche giorno, riprendono (e proseuguiranno fra oggi e domani) gli aggiornamenti al blog di OWC. L'ultimo è QUA.

lunedì

Tex come pistacchi


E' vero, ho imparato a leggere su Tex (e su Topolino e su qualche altro fumetto) ed è altrettanto vero che l'ho letto regolarmente per anni.
E' stato uno dei primi fumetti che ho collezionato, ma poi - da una quindicina d'anni buona - ho preso a seguirlo con distrattissima irregolarità, spiluccando a caso.

Da qualche mese - invece - sono assalito da una scimmia vorace, che mi porta a divorare Tex come fossero pistacchi.
Dapprima solo la serie regolare, ma aspettare un mese intero senza la dose è diventata da subito un'impresa ardua. Ho quindi cercato di compensare aggiugendo anche la collana Tre stelle, ma prestissimo si è resa insufficiente pure quest'ulteriore iniezione di texità e a quel punto ho definitivamente accettato la mia nuova condizione di tossico senza possibilità di guarigione, aggiungendo all'elenco anche TuttoTex e Tex nuova ristampa.

Ora le cose vanno meglio e con cadenza quasi settimanale riesco a far fronte all'insaziabile appetito, tanto da poter cercare di capire con un filo di lucidità il perchè di questa malattia.
Non sono arrivato ad alcuna conclusione sconvolgente nè a psicanalizzarmi fino al mio io più profondo, ma ho seplicemente capito che - ocio alla banalità - Tex mi piace.

Mi piace il personaggio, mi piacciono le dinamiche fra lui e i co-protagonisti, mi piace scoprire la lenta evoluzione e gli impercettibili (ma sostanziali) cambiamenti apportati alla serie nel corso dei decenni, mi piace riconoscere la differenza d'approccio di un Nizzi rispetto a un Boselli, mi piacciono quelli che ormai sono diventati i luoghi comuni texiani, mi piace che le storie siano lunghe, lunghissime, mi piacciono i disegnatori che da decenni ancora ci lavorano e incarnano la memoria storica di una serie fondamentale del nostro fumetto, ma - soprattutto - mi piace il genere perchè permette di costruire degli intrecci in cui il conflitto (vero e proprio motore di ogni storia di ogni genere e forma) può trovare applicazioni dalle più essenziali e basiche (l'assedio, il duello, l'inseguimento, l'indagine) alle più elaborate e dense di sfumature.

E Tex mi piace anche per quelli che sono a mio avviso i suoi difetti più evidenti (e che come lettore mi fanno incazzare non poco), dagli scivoloni grossolani nei dialoghi alle stucchevoli digressioni, dalla pulitina piattezza della parlata dei personggi, fino a certe deflagrazioni di fluviale e verbosa didascalicità, che costituiscono a volte un vero e proprio macigno indigesto.

Mono - le storie. Illegal Aliens

Ho parlato più e più volte di Mono della Tunuè, dato che ho avuto modo di collaborare ai primi tre numeri della rivista.
Da oggi posterò sul blog le tre storie pubblicate.

La prima - Illegal Aliens - è stata disegnata da Werther Dell'Edera e, com'è intuibile, è stata pubblicata sul primo numero di Mono, dedicato al tema America.
La trovate qua sotto (cliccate per ingrandirla, leggetela e sappiatemi/ci dire che ne pensate).


Werther Dell'Edera
Ha esordito su Xiola - Primo sangue (Liberty, testi di Longobardi e Solinas), per poi iniziare la collaborazione con Innocent Victim, il cui frutto è stato Road’s End (Magic Press, scritto da Bazzani).
Successivamente passa all'Eura, per cui realizza centinaia di pagine di liberi per
Lanciostory e Skorpio e diversi numeri di Detective Dante e di John Doe (sui testi di Recchioni e Bartoli). Sempre su testi di Recchioni e insieme a Burchielli e Cucina è fra gli autori del recente Garrett della Edizioni BD. Sempre per BD ha realizzato una short per l'omnibus di Quebrada (su testi di Casali), uscito all'ultima Lucca.
Lavora anche per gli USA sulla serie
Loveless (Vertigo, testi di Brian Azzarello), edita in Italia da Planeta/DeAgostini.
Attualmente sta preparando una lunga storia di Hellblazer.

cuori demilitarizzati e un po' di dolce

Nei giorni in cui sono stato a Roma ho avuto modo di assistere a due appuntamenti con la carta fatta di immagini e parole.
Il primo, al Forbidden Planet, dedicato all'incontro col pubblico di Riccardo Burchielli, impegnato nel tour promozionale del primo volume di DMZ, il secondo dedicato invece alla presentazione di Cuori da bar, raccolta di racconti scritti da Lorenzo Bartoli e organizzato dalla Libreria Vivalibri del Testaccio.



Nel primo caso, purtroppo, lo sciopero nazionale dei mezzi ha impedito un affusso congruo nella fumetteria, ma questo non ha impedito a un buon numero di appassionati di prendere il volume e di farcisi fare un bel disegno da Riccardo. Inoltre, è stata per me l'occasione di incontrare parecchie conoscenze romane che non avrei avuto modo di vedere se non in qualche fiera. Rinuncio in partenza all'idea di ricordare tutti, perchè tanto rischierei di dimenticarmi qualcuno.


Nel secondo, invece, l'affluenza di pubblico è stata sensibilmente maggiore (grazie anche al termine dello sciopero) e la bellissima cornice della Libreria ha permesso a Lorenzo di presentare al meglio il proprio libro grazie anche alla complicità del Rrobe e - soprattutto - di un Remo Remotti in forma smagliante, che ha letto qualche racconto dandogli voce ed emozioni diverse dalla lettura intima, ma di straordinaria suggestione.

Un'ultima nota, poco letteraria e più gastronomica, lo stesso pomeriggio dei due incontri ho avuto modo di conoscere un luogo di perdizione che - per fortuna - sta a un Tirreno di distanza da qua: il famosissimo Bar Pompi, il regno del tiramisù: dopo aver gratificato la mente, avvolgere il cuore nelle emozioni sprigionate da quel capolavoro dolciario è stato il perfetto coronamento di un bel pomeriggio.


back home


La mostra dedicata al Santissimo Stanley è davvero davvero davvero bella.

Chi è a stretto giro di metro, treno o aereo ci faccia un salto perchè merita: sceneggiature originali, foto di scena e dei dietro le quinte, qualche costume originale, oggetti di scena da panico (nella foto lo star child di 2001, ma ci stanno pure l'elmetto del soldato Jocker/Mattew Modine di Full Metal Jacket, la macchina da scrivere di Jack Torrance/Jake Nicholson in Shining e tantissime altre figosità), alcune trovate scenografiche sfiziosissime, parecchi filmati con interessantissime interviste, locandine originali, un documentario sulla musica nel cinema di Kubrick, storyboards, piani di lavoro e tutta un'altra caterva di roba buona.

La mostra ha un unico grandissimo, imperdonabile difetto: il percorso è solo parzialmente in ordine cronologico e particolarmente confuso.
Un brutto neo, ma che - se non siete nerd acritici intransigenti - si può mandar giù senza difficoltà.

nota: non si potrebbero scattare foto, ma una son riuscito a portarla a casa...

flying emo



Sono in partenza, ci si rivede domenica o lunedì.
Vado (anche) a Roma a visitare questa.
Inoltre, andrò pure qui.
Mi raccomando: nel frattempo, cliccate compulsivamente qua.

aggiurnamènt


Abbiamo ripreso gli aggiornamenti del blog di Once Were Criminals.
Se ci fate un salto troverete una nuova scheda, alla quale domani affiancheremo un nuovo flashback su due dei personaggi.

blog spot 13



  • Giacomo Bevilacqua - Giovine matita di ottime speranze e in forze all'Eura, ha un tratto aggressivo e sporchissimo, ma in costante crescita e al servizio di incoraggianti trovate narrative.
  • Gianfranco Enrietto - Grafico, illustratore, fumettista, character designer dall'occhio vispo e attento, pronto alle distorsioni caricatural-grottesche e alle intuizioni più realistiche.
  • Gigi Cavenago - Disegnatore dello staff di Jonathan Steele, creatore grafico del Dr. Vodoo di Giovanni Gualdoni, ha un segno dai neri portentosi e in poco tempo è cresciuto esponenzialmente pagina dopo pagina.
  • Giorgia Atzeni - Illustratrice semplicemente bravissima, che riesce a giocare con forme e colori con soluzioni apparentemente semplici, ma frutto di un'attenta ricerca espressiva.
  • Giorgio Pontrelli - Altro disegnatore del vastissimo staff Eura, altra mano versatilissima che passa dal cartoonesco al realistico come se fosse la cosa più immediata del mondo. E' pure mio cugggino (ma non di sangue).
  • Giorgio Santucci - Il disegnatore indie per eccellenza, da anni propone le sue trovate difformi con coerenza da applauso e ora sta per esordire pure in Francia. Rissosissimo.
  • Giuseppe Palumbo - Sua Maestà Palumbo è da venti e passa anni uno dei disegnatori più talentuosi dell'intero Stivale, ha dispensato classe (e capacità di mettersi in discussione) da Ramarro a Tosca, fino a Martin Mystère e Tomka.
  • Ilaria Grimaldi - Ottima illustratrice. Le sue scelte grafiche distorcono il reale, ma forse si limitano ad indagare oltre le apparenze, portando alla luce la natura insospettabile del quotidiano.
  • Jacopo Vecchio - Disegnatore dal segno irrequieto e animato da ombre taglienti e luci mai rassicuranti. Non ha ancora pubblicato quanto meriterebbe, ma sono convinto sia solo questione di tempo.
  • Lorenzo Bartoli - Direttore editoriale dell'Eura, ma anche e soprattutto sceneggiatore di ventennale esperienza. Il suo blog è interamente dedicato a brevi ma intensissimi racconti.

No country for old men - il sito



QUI il sito e se il film non mi piacerà, darò fuoco al cinema.

piccolo nero di casa


Poi apre il cassetto senza nemmeno sapere perché. Lo richiude e lo riapre, ma con maggior decisione e infila la mano e l’avambraccio fino in fondo, superando la prima barriera di cose inutili che vi ha accumulato negli ultimi mesi, quelle le conosce bene anche se non le butterebbe mai.

I polpastrelli indagano fra le forme lisce e ruvide degli oggetti, scorrono sulle superfici, riconoscono i materiali, altri no. I suoi occhi sono chiusi e per non sbagliare gira la testa dalla parte opposta al cassetto. Le scappa un sospiro quando il palmo della mano spinge appena su una puntina da disegno, il primo oggetto che le appare chiaro e riconoscibile.
Continua a frugare quasi nervosamente, ha la tentazione di spalancarlo quel cassetto, di estrarlo dalle guide e scagliarlo con tutto il contenuto sulla parete. Rallenta.

Respira meglio, ora che l’indice e il medio infilano un elastico rinsecchito per poi spingere su una pallottola di carta. Il mignolo è imprigionato fra le pieghe di un portafoglio e il pollice sfrega su qualcosa di metallico, poi su della stoffa.
Vorrebbe aprire gli occhi e voltarsi, ancora una volta non lo fa. Non cede, insiste e muove nervosamente il braccio e la mano, quasi a divincolarsi dalla morsa di oggetti rimestati, sovrastata dal disordine irriconoscibile.
Trattiene una risata acida al contatto con pastelli (o matite?) e un mozzicone di gomma e si morde il labbro quasi a farlo sanguinare, quando squilla d’improvviso il cellulare.

si può far qualcosa?



Si può far qualcosa per vedere Jazz Maynard in Italia o devo rassegnarmi all'idea di prenderlo in francese?
Non lo dico solo per me, perchè almeno due copie si venderebbero. L'altra - che poi sarebbe la prima - la prenderebbe Gianfranco.

Se qualche Editore passasse di qua (e qualcuno ci passa o è passato) e si prendesse a cuore la questione, avrebbe tutta la mia sempiterna riconoscenza.
Dovesse servire qualche info in più, qua trovate il mini-sito del fumetto, qua una mini-anteprima del primo volume e qua il blog del disegnatore.
Di più potrei solo mettermi a urlare con voce rauca e baritonale e farmi venire il fischio. I baffi li ho già.


challenger of unknow


Uno degli aspetti dello scrivere che maggiormente amo è la ricerca della documentazione utile per la storia.
Che si tratti di una storia breve o di qualcosa di più strutturato non cambia niente: amo perdermi per i dedali di internet alla ricerca di notizie, foto e immagini che possano servire alla bisogna. Internet, appunto: non riesco davvero a immaginare come potrei fare senza, come potrei fare senza considerando l'immane pigrizia che riesce a soffocarmi e che - nell'era pre-web - mi avrebbe impedito di fare le giuste ricerche nel giusto modo.

Ma per fortuna il problema non si pone: a portata di click c'è tutto, con buona pace per le banalità, i luoghi comuni e, soprattutto, la pigrizia.
Mi servono delle notizie da cui partire per farmi un'idea di un certo argomento? Ottimo, c'è Wikipedia.
Ho bisogno di foto? Niente di più facile che partire da Flickr.
Urgono filmati? E che ci vuole, basta fare un salto su YouTube.
Sarebbe comodo riascoltare una canzone per quell'atmosfera che cerco? Radioblogclub è quello che fa per me.
E' il caso di ordinare qualche monografia? IBS o Amazon sono lì apposta.
E tutto questo senza considerare il gomitolo aggrovigliato di link intermedi, forum, blog, siti e quant'altro.

Certo, è vero che il rischio di dispersività è piuttosto alto, ogni notizia raccolta deve poi essere incrociata con altre prese da altre fonti, a volte si rischia pure di stare ore a navigare con la scusa di cercare documentazione ma col risultato di stare ore (giorni?) senza scriver niente, ma si tratta di aspetti tutt'altro che inaffrontabili e che aggiungono pure un po' di sale.
Almeno fino a quando non mi verrà qualche buono spunto per una storia porno e avrò necessità di cercare documentazione anche su quello...


se mai ne aveste bisogno...

...contattatemi in privato e vi fornisco il cellulare.



di paperi e briciole di biscotti


Questa mattina presto passo in edicola per la consueta annusata fra il casino che è il settore fumetti (oddìo, già chiamarlo settore è un regalo generosissimo), dato che non riesco ad abituarmi all'idea che gli stessi fumetti che ci troverei mi arrivano comunque in libreria.

Annusa e sposta, alza e sbircia e vien fuori un volume del quale non avevo sentito parlare (un altro dei vantaggi ottenuti dall'aver abbandonato la critica e l'informazione è che le novità sono spessissimo vere novità): Vita e dollari di Paperon De' Paperoni, un'antologia delle migliori storie barksiane dedicata ai sessant'anni del papero più ricco del mondo.

Arrivo in libreria, comincio a spiluccarne l'introduzione e apprendo che si tratta praticamente della ristampa di un vecchio Oscar Mondadori, che ho sempre avuto sotto gli occhi in casa grazie a mio padre.
Da ragazzino l'avrò sfogliato e letto un milione di volte, ma sono ormai abituato alle crisi narcolettiche della mia memoria e non mi stupisco più di tanto di non ricordare apparentemente nulla.

Sfoglio così le pagine del volume, ma la memoria viene ridestata a strattoni e calci da un sonno di anni: se state pensando a magdaleine, briciole di biscotti e tazze di the, c'avete preso in pieno, quindi vi risparmio la tiritera, ma sta di fatto che - pagina dopo pagina - riemerge con prepotenza la sequela di ricordi nitidi riguardo le storie e rinuncio all'idea di continuare non solo a sfogliare, ma anche a (ri)leggerne almeno una: oggi preferisco ricordarle così come sono tornate a rivivere, magari domani (o domani l'altro o la prossima settimana o con l'anno nuovo o) le rileggerò con gli occhi di oggi.


aggiurnamènts



Post per segnalare cumulativamente tutti gli aggiornamenti che - negli ultimi nove giorni - abbiamo inserito sul
blog di Once Were Criminals.
Fateci sapere che ne pensate.

Cisponi c'è!!!



Ciccio Cisponi è finalmente on-line!
Il mio autore preferito di sempre!
Non ero così emozionato da quando conobbi di persona il Mago Othelma.
Non cincischiate oltre e catapultatevi QUA!

bentornato Luttazzi



Ne avevo bisogno per riprendere a ridere delle cose che mi fanno incazzare, soprattutto di quelle fatte da gente che ho contribuito a mettere al governo.

Qui, quo, qua, lì, là e in fondo a sinistra trovate le altre 6 parti della prima puntata di Decameron.

ultimo cinema



Ratatouille è un capolavoro. Un'esperienza cinematografia straordinaria, ricca di suggestioni visive, di trovate narrative, di storia. Alla Pixar hanno le palle quadre e lo dimostrano una volta di più con questa pellicola, lo dimostra soprattutto quel geniaccio di Brad Bird, che si conferma un grande rinnovatore di mondi conosciuti, ottimo interprete dell'immaginario.



Lo temevo e - in fondo - lo sapevo che Darietto Argento aveva iniziato da mò la china discendente (i tre precedenti film sono riusciti a minare ogni residua speranza di rinascita), ma con la testardaggine propria di chi ama a prescindere, sono andato a vedere anche questo La terza madre, con il quale Argento chiude la trilogia delle madri iniziata con Inferno e Suspiria).
Una pessima esperienza, il trionfo dell'umorismo involontario, un monumento al buco di sceneggiatura e un mesto guazzabuglio registico, reso funereo da una prova d'attori imbarazzante.



Bruce è sempre Bruce, ma valutare il quarto capitolo della saga di John McClane prescindendo dalla sua fisicità e dalle sue faccette sarebbe letale per la pellicola di Len Wiseman. Il film gioca per accumulo, alzando il tiro a ogni sequenza, ma perdendo sempre più progressivamente aderenza con l'icona-McClane nata nel primo capito. Si ride tanto, ci si diverte, ma non è Die Hard.



Carlo Mazzacurati è un bravo regista, che sa raccontare l'oggi attraverso prospettive non consuete e con sguardo onesto sulla realtà. Con La giusta distanza apre benissimo su uno scorcio di Nord-Est reso magistralmente da un manipolo di bravissimi attori, approfondisce, indaga, poi vira sul genere senza grande convinzione e scioglie l'intreccio in maniera davvero troppo banale. Peccato, ma grazie per Valentina Lodovini.



Dallo sceneggiatore degli ottimi film del ciclo di Bourne - Tony Gilroy - arriva questo Michael Clayton, noir tesissimo diretto con sicurezza e grande equilibrio, senza inutili fighetterie e sorretto da un'interpretazione delle migliori ultime di Clooney, alla ricerca di inedite declinazioni espressive. Grande fotografia, ottimo montaggio e un finale che - per quanto prevedibile - appare più necessario di quanto sembri.


mai più senza


Il rosario elettronico.

Sarà interfacciabile con Google Maps per poter visitare virtualmente i luoghi sacri?
Potrà inviare sms per poter comunicare con i fratelli?
Sarà dotato di cuffie e lettore mp3 per riascoltare gli angelus di Razzi?
Avrà in dotazione il controller per giocare a Bible Fight?

Per ora è dato sapere solo questo:

Il grande successo di ROSARIOMIO, conseguito grazie alle sue qualità estetiche, tecniche ed alla straordinaria facilità d'uso, ha spinto CLARIUS a produrre ulteriori versioni di questo splendido rosario elettronico.
Accanto alla classica versione "libro" con custodia in similpelle, una edizione "lusso" con l'applicazione di una preziosa placca d'argento sul frontespizio, pensata per regali esclusivi ed importanti.
Completa la collezione una edizione "giovane" che si caratterizza per l'uso del colore e per l'assenza della custodia­libro, sostituita da una tasca in materiale plastico trasparente, da portare al collo o in tasca. Il ROSARIOMIO diventa in questo caso un compagno di preghiera pratico ed economico, adatto anche per incontri all'aria aperta. E' proposto in due varianti di colore.


Il resto scopritelo qui.

aggiurnamènt



Dopo i bagordi lucchesi, si ricomincia con gli aggiornamenti al blog di OWC.
Per l'ultimo in ordine di tempo (che in serata verrà raddoppiato), dovete solo cliccare
QUI.
Niente di più facile.


Lucca? una questione di facce...



Andare a Lucca, vivere la fiera, significa entrare in un mondo altro, con regole e dinamiche tutte particolari.

E' un mondo il cui baricentro è costituito dai padiglioni e dagli stand, attorno ai quali fiumi di lettori, semplici curiosi, cosplayers e addetti ai lavori si fanno strada a fatica.

E' il mondo del "oh, ciao, tutto bene? Quanto resti in fiera? ah, bene, allora ci si vede dopo", salvo poi - sistematicamente - ripartire senza essersi visti.
Non dipende da disinteresse o - peggio - indeducazione, ma dal mero lasciarsi trasportare dalla frenesia di un lungo fine settimana in cui sarebbe comunque impossibile riuscire a incontrare in maniera decente tutte le persone che si avrebbe piacere.

E meno male che l'
anno scorso la ricollocazione dello spazio fiera dentro le mura ha permesso al baricentro-padiglioni di essere circondato dai satelliti-baretti in cui anche a 'sto giro è stato facile resistere alla forza gravitazionale e di riprendersi dalla ressa dei corridoi fra gli stand.

Quest'anno è andata ancora meglio e non avere l'impellenza di dedicare i giorni lucchesi a cercare qualche editore o comunque al (secondo)
lavoro, mi ha permesso di vivere la fiera con estrema rilassatezza e di godere della compagnia - ora lungo tutto il fine settimana, ora solo per il tempo di un breve saluto - di belle persone.

E' stata la Lucca delle facce.

La faccia folle di
Andrea dietro allo stand a presentare il suo primo fumetto, così come quella sorridente di Sara sempre all'esordio, la faccia ganzissima e premiata dal Gran Guinigi dei Doubleshottari Alessio, Stefano e Lorenzo, quella pipobarbuta e saggia del Bot, quella con le occhiaie di Alex, la faccia con le lenti inquietanti di Elena, le facce insulari di Bruno, Bruno, Fabiano, Fabrizio e Cinzia, Massimo, smoky, Sergio, Claudio e Marco, la faccia straordinariamente disponibile con tutti di Daniele, la faccia soddisfatta e rilassata di Armando, quella a un passo dall'esordio in edicola di Andrea, quella bellissima da neo-papà di Matteo,la faccia vichinga di Davide e quella da Gran Guinigi anche lui di Riccardo, le facce scorte purtroppo solo per un attimo di sir Carlo, Carmine, Firpo, Federica, Lorenzo, Luciano e di mio cugggino - da parte di Pratt - Giorgio, le facce viste per troppo poco tempo a prescindere di Werther e Flavia, la faccia in attesa di Duccio, quella da doppio hot-dog di Riccardo, quella da 7878 di Giacomo, quella squisita di Nicola, quella difforme e da rissa di Giorgio e - infine - la faccia cui non rinuncerei mai e poi mai in una fiera, quella di Antonio.
Peccato che a questa bella collezione mancasse la faccia con la febbre di Gianfranco.

Sono stati giorni di grasse risate, tanto (agognato) relax, un mare indistinto di fumetti, una sola - ma magnifica - mostra visitata (un brivido al cuore, gli originali di Pratt visti per la prima volta), leggende urbane inarrestabili e gran poca voglia di tornare a casa.

Ma se state leggendo queste righe, da qualche parte devo averne trovato almeno una scorta minima.


back home

Stasera - non appena il malvagio dott. Solinas mi manderà le foto - posterò qualche commentino puccettoso su Lucca.
Per ora, solo il frastorno del rientro e un senso di appagamento e di grande divertimento.

chiuso per Lucca



Per chi è a Lucca, ci si vede da domani a domenica.
Le trasmissioni riprenderanno a partire da lunedì o martedì.


comic battle!


Un appuntamento imperdibile.
Trovate maggiori dettagli QUI.
Garantisce Monipodio.

ogni promessa è debito



Eccoci al 27 e, bando alle ciance, ecco il link al blog di OWC.
Ci troverete un'intro e la prima delle schede dei protagonisti.
Accorrete numerosissimi!


[post gemello] l'Ape di Tino


L'ha già presentato un paio di giorni fa Duccio sul suo blog e ora faccio da sponda qua sul mio.
Tino è il miglior amico del Benzi e difficilmente potrebbe rinunciare alla sua motocarrozzella.


blog spot 12


  • Elia Bonetti - Disegnatore emergente e in costante evoluzione stilistica, sta collaborando in particolare col killerelitoso Alessio Landi e sono sicuro che non manca molto alla sua maturazione espressiva, se si considerano soprattutto le ultime cose intravviste sul suo blog.
  • Emiliano Mammucari - Dopo gli esordi con l'ormai defunta Montego, ne ha fatta di strada. E' l'autore dei disegni del primo numero di John Doe, ha collaborato anche con Edizioni BD e ora è nelle fila degli autori della nuova miniserie bonellide curata da Carlo Ambrosini. E' un disegnatore semplicemente mostruoso.
  • Fabiano Ambu - Dopo una lunga gavetta inizia il cammino professionale con L'Insonne e recentemente partecipa anche a Killer Elite. Ora è alle prese col secondo numero dell'ormai imminente nuova serie Star Comics, Nemrod. Talento puro, anche per la polemica.
  • Flavio Zaurino - Sto cominciando a perdere la speranza di vedere qualche sua tavola prima di entrare nella terza età, ma continuo a bearmi della freschezza dei disegnini che posta con regolarità sul suo blog.
  • Francesco Barilli - Impegno puro. Una mente raffinata e acuta, attenta all'oggi, schierata dalla parte giusta della barricata e, cosa che non guasta, con un bel piglio da narratore.
  • Francesco Chiacchio - Una delle matite più suggestive che potreste inontrare in giro per l'italica blogsfera. Intuizioni grafiche sorpredenti, segno mutevole e sempre emozionante.
  • Francesco Codolo - E' uno dei disegnatori presentati in questa rubrichella sul quale scommetterei con maggior serenità a occhi chiusi. Fate un giro sul suo blog e non resterete delusi.
  • Francesco Gallo - Tavole robuste, narrativamente efficaci, stile solidamente inserito nella più nobile tradizione avventurosa italiana. Non capisco perchè ancora non lavori professionalmente.
  • Gabriele Giarrusso - Frequenta la Scuola Internazionale dei Comics di Roma e ha come insegnante di sceneggiatura il Lorenzo Bartoli di John Doe. Sul blog trovate prevalentemente dei suoi racconti, in ognuno dei quali è facilissimo rimanere intrappolati.

OWC - il blog


Mano alle agende e segnatevi il 27 di ottobre come la data che cambierà per sempre le vostre vite.
No... proviamo così: il 27 di ottobre niente sarà più come prima nel mondo dei blog.
Forse è un filo esagerato anche questo tono.
Riformulo: il prossimo sabato sarà un giorno importante per il fumetto italiano.
Come dite? Tolgo ancora qualcosa?
E va bene. Riproviamo: se non avete niente di meglio da fare, sabato 27 Gianfranco e il sottoscritto apriremo il blog dedicato a OWC.
Ancora non va bene?
Ok, credo d'aver capito...
Vi scongiuro, ricordatevi che sabato 27 vareremo un blog dedicato a OWC.

Se proprio doveste dimenticarvene, sabato ve lo rammenterò ancora.


HBII


Oh yes!

letture domenicali - 3


La collana 24/7 dovrebbe essere l'equivalente rizzoliano dell'einaudiana Stile libero.
In questa collana sono stati pubblicati anche dei fumetti, a cominciare da V for Vendetta, continuando con 5 è il numero perfetto, Appunti per una storia di guerra, Ai tempi di Bocchan, Il gatto del rabbino, Che e Tomka.
Titoli e autori di tutto rispetto, integrati ora da Cacciatori nelle tenebre, prima opera nativa, frutto dei testi di un romanziere di successo e dei disegni del fratello architetto
.
I Carofiglio bros confezionano una delle più solenni porcherie che abbia letto da anni a questa parte. Tronfi e aniamati da un'arroganza davvero irritante (leggere - per credere - l'intervista a fine volume), danno alle stampe una risciacquatura di tematiche noir - da una parte - e un'accozzaglia di disegnacci privi della più basilare aderenza alla sintassi fumettistica - dall'altra - che non avrebbe trovato spazio nel peggiore degli school book.
Tempo e denaro davvero mal spesi.




Dopo Brad Barron e Demian, arriva ora Volto nascosto, la nuova miniserie bonelliana, concepita da Gianfranco Manfredi e realizzata graficamente da un parterre di disegnatori di grande livello, a partire - in questo primo numero - da Goran Parlov.
L'ambientazione - le guerre coloniali di fine ottocento - è delle più interessanti e la vicenda imbastita da Manfredi e Parlov acchiappa fin dalle prime pagine, convincendo per ricostruzione storica, caratterizzazione dei personaggi e, soprattutto, per la vincente capacità affabulatoria.
Se Manfredi introduce al meglio la materia narrativa e incespica solo in qualche didascalismo di troppo (ma si tratta di nei del tutto trascurabili), Parlov eccelle in una prestazione di grandissima classe e consapevolezza tecnico-stilistica. Una lettura davvero bellissima.


In un periodo in cui si fa un gran parlare di graphic novel e fumetto, il secondo dà le piste alle prime con una disinvoltura e una semplicità da lasciare basiti.


previù della previù


Ricordate questo? Ecco, Efisio è il tipaccio nella vignetta qua sopra.
Volete vedere la tavola completa? Ecco, cliccate qui.


genialità

lunedì


E non sono nemmeno le 10...

i suoi primi 40 anni


Oggi Rob compie 40 anni.
Il mondo (fumettistico) senza di lui non sarebbe stato lo stesso, nel bene (qualcuno dice che ne ha fatto) e nel male (che è comunque di qualità talmente elevata da diventare sublime).

Ogni volta che mi ricapita di rivedere l'immagine di Cap qua sopra, vengo colto da brividi d'eccitazione. La prime volta, in età ormai adulta, ho pure avuto una polluzione pre-adolescenziale.


archetipi - 1



Originalità è una delle parole più pericolose che si possano usare nel momento in cui si commenta un'opera e, a mio avviso, une delle chimere più irraggiungibili che si possano rincorrere nel momento in cui si cerca di realizzare qualcosa.

Da quando con Gianfranco abbiamo cominciato a lavorare a OWC, abbiamo cercato di non tenerla mai presente, avendo come unica ambizione quella di raccontare al meglio e onestamente (prima nei nostri confronti, poi nei confronti di chi ci leggerà) una storia nella quale crediamo ciecamente.
Tutto ciò non significa che abbiamo abdicato programmaticamente all'idea di consegnare ai lettori il nostro personale sguardo o che preferiamo adeguarci ai più convenzionali approcci narrativi, magari i primi e più consueti nel momento in cui si racconta una storia di genere.
Sì, perchè OWC sarà una storia fortemente di genere, una storia in cui attraverso il genere cercheremo di veicolare altro.
Questo ci pone la necessità di rapportarci in maniera chiara nei confronti degli archetipi narrativi e di capire al meglio cosa ci può servire e cosa invece sarà meglio lasciare o nel non detto o nel non-considerato.
Come sempre, si tratta e si tratterà di effettuare scelte ben precise, affidandoci a quell'arma meravigliosa e pericolosissima cui ho già accennato nei giorni scorsi, la sintesi.
Sintesi non solo stilistica, quindi, ma anche intesa come risultante del confronto fra le regole archetipiche del racconto di genere e le nostre personali necessità espressive.
Volano parole grosse.

Nota finale: il film che ho postato è The great train robbery, il primo western della storia del cinema, e ha molto a che fare col discorso.