i giochi di mamma maccau


Ok, non sono mille (come potrebbe far pensare l'immagine qua sopra), ma per fortuna solo cinque. Che cosa? Ora vi spiego.

Si tratta di un gioco nel quale mi ha coinvolto Antonio e che si articola in tre fasi:

  • essere coinvolti da qualcuno (e abbiamo detto che è successo).
  • dire 5 cose di sè che non tutti sanno (e le scriverò sotto).
  • coinvolgere altri 5 amici bloggers (e anche per questo potete vedere sotto), i quali dovranno - a loro volta - chiamare in causa altri 5.
Come potete immaginare, un gioco carico di tanta simpatia e che non mancherà di divertire grandi e piccini.
Non a caso, il titolo di questo post cita un motto della saggezza popolare sassarese che non poteva essere più azzeccato.

Dunque, procediamo.

Le cinque cose di me che non tutti sanno.
  1. Nel 1999, subito dopo l'uscita di Xiola, ho ricoperto il ruolo di giurato ad un concorso per cosplayers che si è tenuto durante un'Expocartoon. Qua trovate la prova.
  2. Durante una successiva edizione di Expocartoon ho avuto la fortuna sfacciata di conoscere di persona (e di farmici una foto insieme) il Mago Otelma. Una delle esperienze più formative della mia vita.
  3. Negli ultimi due anni ho vinto 3 campionati su 4 (perdendo lo spareggio nell'altro) del campionato di Fantacalcio che organizziamo da qualcosa come 15 anni io e altri sette amici e amo bullarmene.
  4. Quando dico che Kill Killer è il mio fumetto preferito di sempre, non scherzo. Ma a questo argomento che mi sta tanto a cuore dedicherò prima o poi un post apposito.
  5. La prima e unica volta che ho visto Armageddon, mi sono commosso e ho rischiato di arrivare alle lacrime piene. Ero da solo in casa e non esistono prove documentali, ma è vero.
Bene, ora che quel poco di credibilità che avevo si è bellamente dissolta come neve al sole, mi cerco immantinente compagnia e sparo i cinque nomi degli amici bloggers che oltre ad avere cinque buoni motivi per compatirmi, ora ne avranno anche uno ottimo per disprezzarmi.

Passo il testimone a:
  1. Bruno
  2. Lorenzo
  3. Marco
  4. Mario
  5. Riccardo
  6. Gianfranco
Come dite? Sono sei? Si, verissimo: mi piace avere tanti nemici...

fat emo in Slumberland




Capita così, quando pensi a tutt'altro e non vuoi che quel tutt'altro occupi tutti i tuoi pensieri.
Estrai dal contenitore protettivo il mastodontico volume e cominci a sfogliarlo e risfogliarlo, finchè quel tutt'altro viene sovrastato e annichilito dall'incanto.

Rapito dai sogni su carta di un omino di cent'anni fa, atterrito dai balletti di colore, paralizzato dalla magnificenza del racconto (tu che non capisci l'inglese...), rimarresti su ogni pagina a leggerla e rileggerla con la paura che, sfogliandola, possa dissolversi nella mente.
Per fortuna sai che quella pagina è seguita da tante altre e riesci a muovere i polpastrelli.

E sai che retine, atrii e ventricoli, in quel momento, non potrebbero innamorarsi di niente di diverso.

interno blu


C'è un momento in cui ti blocchi.

Non è per mancanza di stimoli o di cose da scrivere.
Ne avresti e non una, ci pensi, rileggi ciò che hai già fatto fino ad ora, provi ad abbozzare qualche passo, ma dura poco.

Capisci subito che non è quello che vuoi scrivere, almeno non ora. Hai il bisogno di scrivere, ma non sai cosa.

Girovaghi fra le cartellette, rimetti il naso fra storie che hai quasi dimenticato, ma non c'è nulla che valga la pena riportare alla luce.

D'altro canto - pensi - se hanno messo tutta quella polvere (e alcune pure un po' di muffa), significherà pur qualcosa.
O forse no.


Quel che conta, però, è che sai che sei bloccato.
Hai una voglia matta di tirar fuori un'idea, anche solo la parvenza di un'idea, di formarla, di provare a giocarci come con della creta, ma sai che con la creta non c'hai mai giocato e anche se la metafora stenta, ritorni al punto di partenza: sei bloccato.


E' successo altre volte e pur avendo individuato qualche palliativo, qualche alternativa, hai imparato a sapere che nella maggior parte dei casi son tentativi sterili o destinati a consumarsi in fretta, che portano a poco.

Non parliamo poi del metterti a sfogliare le storie dei tuoi autori preferiti, di quegli autori che vai a cercare nei momenti di difficoltà, perchè sulle spalle ti cadrebbe tutto il peso della soggezione e dell'impossibilità, dei limiti con cui devi fare i conti.

Sai che è così, che ci puoi fare poco, sai che devi aspettare e ingoiare il peso (ma prima masticalo bene, chè s'impara anche da lì).
Certo non è utile farti prendere dall'ansia o incazzarti: ti si ritorcerebbe tutto contro.
O forse no.


E se questa volta provassi a partire da quell'incazzatura?

Si, ok, ma per andare dove?

Appunto.


Sai anche che prima o poi passa, che ti ritroverai a giocare con idee e parole quando meno te l'aspetti e sai anche quanto quel momento ti farà stare bene.

E allora aspetti. Oppure esci a far due passi.
Magari la incontri per strada, magari ti casca addosso come cacchetta di piccione, magari ci vai a sbattere.

Massì, dài, esci a far due passi.
E' lunedì e piove: esiste cornice più perfetta per questo stato d'animo?


blog spot 7



Per recuperare un po' di arretrati con Blog Spot, vi propongo una rapida carrellata dei blog di amici/conoscenti/bloghettari da seguire con costanza:
  • Luciano Cisi - Se vi piacciono gli acquerelli non banali, se vi piace essere sorpresi anche da dei contrasti d'atmosfera imprevedibili e carichi di suggestioni, il blog di Luc è quello giusto per voi. Se invece pensate non sia pane per i vostri denti, vi ricrederete.
  • Luigi Serra - Luigi ama il fumetto e se ne ha riprova incontestabile anche solo considerando la varietà di progetti che lo vedono protagonista: organizzatore di laboratori, sceneggiatore, animatore di fanzine, collaboratore di riviste. Nuvole a 360°!
  • Manlio Mattaliano - Manlio scrive e alterna il fantasy di Avalonia (edito da Taormina) alla fantascienza di Jek Vans (Free Books), per non parlare delle sceneggiature per l'animazione. Un vero e proprio eclettico con, nel prossimo futuro, niente meno che il BVZM.
  • Marco Rizzo - Un bel trittico di sceneggiatori versatili chiuso da Marcuccio Rizzo, fondatore di ComicUS, dottore in Scienza delle Comunicazioni con una tesi sul giornalismo a fumetti, sceneggiatore, disegnatore all'occasione e anche lui insegnante di sceneggiatura.
  • Marco Turini - E' da poco approdato all'Eura su John Doe (il suo numero uscirà a marzo), ma ha alle spalle una carriera trasversale che non lo rende meno eclettico dei precendenti. Lui, in più, disegna pure: fumetti erotici, di fantascienza e ha tanti altri colpi in canna.
  • Mario Carta - Mario i fumetti si limita a leggerli, ma - in compenso - è un musicista sopraffino: mettetegli sotto i polpastrelli dei tasti zebrati e sarà capace di incantarvi. E' pure un cinefilo enciclopedico. Peccato solo che sia juventino.
  • Massimo Carnevale - A mio avviso uno dei copertinisti più bravi al mondo. Le sue opere arricchiscono soprattutto le testate Eura, ma hanno riconosciuto il suo mostruoso talento anche negli USA, dove lavora per la vertigo su Y - The Last Man.
  • Matteo Bussola - Altro disegnatore Eura, in forze a Detective Dante, che lo terrà a battesimo a breve, ad aprile. Matteo è un ottimo disegnatore che non tarderà ad affermarsi e, lungimirante, ha già allestito anche un sito personale.
  • Maurizio Santucci - In arte Bombo, realizza delle illustrazioni incantevoli, deliziose, che seducono le retine per l'originalità dello stile, la magia della colorazione e l'apparente sintesi della composizione.
  • Mauro Cao - Bravo disegnatore in formazione che ha ben esordito con il bellissimo Bookcrossing (Tunuè) e che non ho dubbi saprà ulteriormente farsi valere. E' nato a Roma da genitori sardi e fa della sardità un motivo d'orgoglio: alla prossima Lucca faremo sfracelli. Anche Mauro ha un sito.

e allora giochiamo!

Avevo detto nei prossimi giorni, e invece mi son divertito a giocare subito con le letture dell'ultimo anno.

Non ho nemmeno voluto provare a scegliere solo 10 titoli e ho fatto due classifiche: i 10 volumi autoconclusivi che mi sono piaciuti di più e i 10 episodi o volumi contenenti archi narrativi di serie e miniserie che mi hanno colpito maggiormente nel corso del 2006.

E' ovvio che se dovessi rifare le classifiche domani, nel frattempo mi verrebbero molti altri titoli da inserire.

Un'
ultima cosa: ok che faccio il libraio, ok che leggo quintalate di fumetti, ma considerate le due top 10 come limitate alle mie letture, non alla totalità delle uscite: come si usa dire da noi, non sono mica Mandrake!



TOP
10 Storie autoconclusive



S.
di Gipi
Coconino Press
Leggere S. è stata un'esperienza vissuta su due binari, quello della semplice lettura
di una normalissima splendida storia e quello un po' meno normale, ma intensissimo, del recupero di alcuni frammenti di memoria riguardo ad alcune vicende personali. Con S. Gipi racconta il suo rapporto col padre.

Brancaccio - Storie di mafia quotidiana
di Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi
Becco Giallo Editore
Brancaccio è una storia coraggiosa, straziante, inquietante, scritta e disegnata con la sincerità e l'ispirazione di chi certe vicende le vive sulla propria pelle senza volerle subire. Brancaccio è un volume importante che dovrebbe godere del massimo risalto possibile, non solo presso chi già legge abitualmente fumetti, anzi.

Demo
di
Brian Wood e Becky Cloonan
Double Shot/Bottero Edizioni
Dodici storie di superpoteri che sono 12 storie di vita quotidiana, di amori, amicizie, individui. Uno sguardo malinconico e struggente sulla diversità, filtrata attraverso il superpotere e declinata con grande forza espressiva, senza paraculate giovanlisitiche e con una sobrietà che incanta a ogni pagina.


5 è il numero perfetto
di Ig
ort
Rizzoli Editore
Un noir teso, ma dai toni da sceneggiata napoletana, una Napoli idealizzata e sghemba, dei personaggi che si raccontano e vivono, il tutto raccontato graficamente con maestria e classe. Rileggere 5 è stato più coinvolgente e appassionante di quando lo conobbi nell'edizione monca della Phoenix di una decina (o più) di anni fa.

Re in incognito
di James Vance e Dan Burr
saldaPress
Un romanzo on the road e di formazione, oltre che uno scorcio di Storia contemporanea (la Grande Depressione che colpì gli USA nei primi decenni del secolo scorso). Un'esperienza visiva travolgente e indimenticabile, un volume che per fortuna è stato reso nuovamente disponibile dopo troppi anni di oblio.

Le cose nascoste
di Paolo Parisi

Centro Fumetto Andrea Pazienza
Paolo Parisi è un narratore con le palle di marmo. Ha l'irriverenza tipica dell'autore indie (soprattutto dal punto di vista grafico), ma anche la modestia di chi non nasconde i modelli di riferimento, oltre che un modo di approcciare il linguaggio-fumetto senza inibizioni. Le cose nascoste non è una lettura conciliante, ma necessaria.

Bookcrossing
di Luana Vergari e Mauro Cao

Tunué
Più che l'intreccio in sè, ciò che mi ha fatto innamorare di Bookcrossing è l'idea di fondo avuta da Luana Vergari (e aggraziata dalle atmosfere create da Mauro Cao con i disegni): un misterioso libro che passa di mano in mano, alcune vite che non si sarebbero mai incrociate se non fosse stato per quelle pagine rilegate.

Una storia a fumetti
di Alessandro Baronciani

Black Velvet
I silenzi di Baronciani sono densi di un vissuto e una quotidianità tanto riconoscibili da risultare stordenti e - a loro modo - indiscreti. I personaggi, poi, sono talmente stilizzati (non emotivamente) da poter apparire come delle superfici riflettenti nelle quali specchiarsi. E' il pregio del fumetto delle piccole cose non paraculo.

24 Hour Italy Comics
di AAVV

Scuola del Fumetto
Il gioco è semplice semplice: una storia di 24 pagine da realizzare in 24 ore massimo. Una folle sfida scaturita dalla mente di Scott McCloud e che in Italia è stata rilanciata da Lo Spazio Bianco e accettata da alcuni dei più conosciuti autori italiani. I risultati sono spesso a dir poco dirompenti e folgoranti.

Non puoi arrivarci da qui
di Jaso
n
Black Velvet
Pur nelle enormi differenze stilistiche e contenutistiche, per i lavori del norvegese Jason vale lo stesso discorso fatto per Parisi: ciò che mi ha affascinato di NPADQ è l'estrema disinvoltura con cui l'autore gioca con la sintassi del fumetto, per non parlare del suo umorismo nero e della sua tagliente malinconia di fondo.




TOP 10 Serie/miniserie/archi narrativi/episodi


Sleeper voll.1/2
di Ed Brubaker e Sean Phillips

Magic Press
Se fossi in grado di scrivere dei dialoghi come Ed Brubaker mi potrei ritenere già arrivato da qualche parte come sceneggiatore. Invece mi devo limitare a bearmene come lettore e a godermi questo noir con elementi supereroistici disegnato in maniera splendidamente cupa da un Sean Phillips in stato di grazia.


100 Bullets vol.3 - Terza via
d
i Brian Azzarello e Eduardo Risso
Magic Press
Altra serie dalle tinte fosche, altro sceneggiatore irritante per l'apparente naturalezza con cui fa parlare i personaggi, altro disegnatore che quasi si diverte a sbattere in faccia la propria bravura. 100 Bullets è una delle serie più appassionanti che mi sia capitato di leggere da tanti anni a questa parte.


The Walking Dead vol.2 - Il lungo cammino
di Robert Kirkman e Charlie Adlard

saldaPress
Può un fumetto horror inquietare davvero? Può un fumetto parlare di zombies senza rischiare di far sorridere? Può un fumetto horror di zombies essere raccontato in maniera nuova? Si, se quel fumetto è il The Walking Dead di Kirkman e Adlard (Moore nel primo volume). La struttura della serie, poi, farebbe invidia a molte serie TV.


Ford Ravenstock - Specialista in suicidi
di Susanna Raule e Armando Rossi

Panini Comics
Raule e Rossi definiscono un personaggio in maniera interessantissima e affrontano un argomento delicato con grazia e leggerezza straordinarie. Uno dei fumetti più divertenti letti nel 2006. Se Panini Comics non si impegna nel dare continuità a FR, mi incazzo e brucio la collezione di fumetti di MML.


Il viaggiatore distante vol.1 - L'inverno atlantico
di Otto Gabos

Black Velvet
La cosa che mi fa rabbia di IVD è che si tratta di un romanzo programmaticamente strutturato a puntate e non posso quindi leggerlo in un'unica soluzione, tanto m'ha coinvolto, emozionato e commosso questo primo atto che racconta di Romeo Benetti, traduttore che si trasferisce negli USA con la moglie in dolce attesa.


Midnight Nation vol.1 - Il Male che conosci
di Michael J Straczynski e Gary Frank

Panini
Comics
Stracchino
intesse una trama horror-metafisica davvero avvincente e
Gary Frank fa goal con l'elegante resa grafica (anche a un segno più europeo). L’ambientazione sulla strada rende il viaggio interiore del protagonista e della sua accompagnatrice un’intima caduta all’inferno che straconsiglio a tutti di godersi.


Ex Machina voll.1/2
di Brian K. Vaughan e Tony Harris

Magic Press

Può un sindaco di una metropoli come New York essere anche un supereroe? L'idea alla base di EM è tanto balzana da risultare straordinaria, soprattutto per l'estrema credibilità con cui Vaughan e Harris svolgono la ben congegnata
trama e per le riflessioni sulla contemporaneità che vengono stimolate.


John Doe N.34 - La via della spada
di Roberto Recchioni e Werther Dell'Edera

Eura Editoriale

I motivi principali per cui leggo JD è che mi appassiona la continuity della serie e mi affascinano le caratterizzazioni dei personaggi. Questo episodio non dà particolari scossoni alla continuity, ma l'ambientazione storica, i dialoghi divertenti e - in particolare - lo spettacolare lavoro di Werther mi hanno davvero entusiasmato.

Monsieur Jean vol.3 - Come se piovesse
di
Dupuy e Berberian
Edizioni BD

C'è voluta solo una manciata di pagine perchè venissi rapito dalla sottile acidità che Dubpuy e Berberian rilasciano e dissimulano con la scusa di raccontare d'amori e d'amicizie (e non solo). Questo terzo e più strutturato capitolo è un vero e proprio gioiellino di trovate e situazioni.

Rocketo vol.1 - Viaggio nel mare nascosto
di
Frank Espinosa
Italycomics

E' vero, a livello grafico la narrazione stenta, ma è uno spaeasamento prevalentemente iniziale: si tratta solo di essere disposti a lasciarsi catapultare nell'Avventura con tutte le lettere maiuscole che Espinosa racconta con piglio restituendo alla parola intrattenimento il suo senso più nobile.


gusti extralarge


Su XL di questo mese è stata pubblicata la classifica dei 10 migliori fumetti del 2006, selezionati - immagino - da Luca Raffaelli e/o David Vecchiato.

E' naturale che classifiche di questo tipo lascino il tempo che trovano, semplicemente perchè 10 slot non sono quasi mai sufficienti a offrire un'esaustiva panoramica del meglio di una produzione sterminata come quella fumettistica, e perchè spesso - poi - non si capisce bene quali criteri stiano alla base della selezione.

Però, lo ammetto, quello delle classifiche è sempre un gioco piuttosto divertente (nelle interviste per Rorschach e Comics Code, ad esempio, avevamo una domanda fissa, l'ultima - "quali sono le tre opere a fumetti che non devono mancare nella biblioteca di un lettore" - che se fosse stata presa seriamente ci avrebbero sputato in faccia nove su dieci degli interpellati sani di mente).

Per adesso, quindi, vi riporto con l'immagine a corredo del post la classifica del mensile gggiovane di Repubblica, nei prossimi giorni cercherò di stilare la mia personalissima top ten.

La vostra qual è?


piccoli informatici continuano a crescere




E' un po' come lo stacco di montaggio meraviglioso in 2001: Odissea nello spazio: dall'osso che rotea al rallentatore al valzer delle astronavi nello spazio.
Prima ero una delle scimmie davanti al monolite, ora mi sento come quella che ha lanciato l'osso.


Un nuovo, deciso passo nella mia alfabetizzazione informatica: ho cambiato il modello e alcune delle impostazioni del blog, il tutto senza perdere (praticamente) niente e senza inutili spargimenti di sangue.


Sono molto orgoglione.

nel migliore dei modi


Non potevo immaginare che già da oggi sarei riuscito a mettere in pratica i buoni propositi di ieri: ho appena finito di scrivere una storia.
Non una di quelle previste, ma questo è un altro discorso.


Ho scritto la sceneggiatura per La persistenza della colpa, racconto che avrebbe dovuto esaurire il proprio scopo in se stesso, ma al quale - invece - ho deciso di provare a dare una nuova forma.

La cosa strana (e qua veniamo al motivo della scelta dell'immagine lassù) è che per la prima volta sono riuscito a scrivere ascoltando musica.
Non mi era mai successo in precedenza, nonostante abbia provato più di una volta, ottenendo solo - a prescindere dal genere - di deconcentrarmi o innervosirmi.
Un'ulteriore curiosità è che ho iniziato a scrivere sul primo pezzo del CD (Brucia Troia) e ho terminato sulle note finali dell'ultimo (Ovunque proteggi).

Al di là degli aneddoti, comunque, ciò che conta è che ora ho la storia, devo solo trovare il disegnatore adatto.


a rete unificata


Non c'è ottimista più ottimista di chi riesca a stare in equilibrio nonostante tutto.
Di chi voglia restare in equilibrio nonostante tutto.

Sono stati dodici mesi davvero particolari, vissuti all'insegna delle più diverse declinazioni della fine, del termine di qualcosa.
La vita da questa parte dello schermo è molto diversa da quella che leggete da quella parte, ma è quanto di meglio ho cercato di vivere e va bene così.

Ci sono state colpe, ci sono stati meriti, scivoloni, ci sono state risalite, ci sono state botte e carezze, c'è stato davvero di tutto in quest'anno a uno sputo dalla fine.

Il 6 di novembre è cambiata la mia vita, almeno rispetto agli ultimi quattro anni.

Per scelta ben precisa, però, ho deciso dall'inizio di mostrare qua solo quanto riguardasse il modo in cui vivo il fumetto, riservando a tutto il resto che sta da questa parte del monitor solo delle piccole finestre.

Ma riconsiderando anche solo e soltanto il mio rapporto con le nuvole, non posso negare - e non ho alcuna intenzione di farlo - che sotto questo punto di vista è stato un anno indimenticabile.

Ha chiuso Comics Code, una delle esperienze più esaltanti che abbia mai vissuto.

Ho, soprattutto, dato al bisogno di scrivere la possibilità di farsi pratica, di indicarmi un percorso e l'ho intrapreso con estrema fiducia e serenità.
Solo (ri)cominciare a incamminarmi mi conferma passo dopo passo della bontà della scelta.

Ho incontrato persone con le quali ho fatto un pezzo di strada e altre con le quali dovrei camminare insieme lungo i prossimi dodici mesi: sarà un anno di parole e immagini da mettere in sequenza, sarà un anno da vivere con estremo equilibrio perchè sarà un anno molto faticoso.

Spero di riuscire ad avere anche in questo la stessa capacità di mettere un passo davanti all'altro su quella corda tesa che porta alla fine della storia.


piccoli informatici crescono


Io e l'informatica ci guardiamo in cagnesco da sempre.

Negli anni siamo arrivati a un tacito accordo: io mi limito ad usare pc/periferiche senza pormi domande sul loro funzionamento (e men che meno senza che metta i miei ditini al loro interno) e loro cercano di fare al meglio il loro lavoro.

Il patto sottintende anche l'uso di software.

Un ulteriore comma di questo accordo è tutto dedicato al blog: aggiornalo, usalo, scrivici, ma riguardo alle impostazioni nun t'allargà.

All'inizio, già aggiornare la colonnina dei links mi dava la sensazione di poter sostenere l'esame per la patente europea del computer.
Riuscire poi a personalizzare il blog con l'inserimento del counter, dell'orologio/datario e di altri ammenicoli come lo slide o (apriti cielo!) il juke-box mi hanno fatto sentire il re degli hacker.

Col passaggio alla versione beta di Blogger, però, ho temuto il peggio (e per qualche giorno non riuscivo manco a postare sui blog degli amici) e questo avrebbe dovuto castrare sul nascere qualsiasi tentazione riguardo all'applicazione delle nuove agevolazioni di questa famigerata versione beta.

Invece, novello Prometeo, me ne sono fregato dei patti taciti, dei silenti moniti e delle meste avvisaglie, cercando di capire un po' come avrei potuto utilizzare al meglio le nuove risorse offertemi in tentazione da Blogger.

Ho scoperto le etichette, ossia la possibilità di organizzare i vari post del blog secondo gli argomenti di volta in volta affrontati.

Questo che leggete, ad esempio, è etichettato come "comunicazioni di servizio".
Come dite? Che ho scoperto l'acqua calda e che una cosa del genere non può certo essere paragonata al fuoco sottratto da Prometeo?
Vi capisco, ma voi cercate di capire me: io un pc stento solo a capire come s'accende, immaginatevi quale rivoluzione copernicana può costituire ai miei occhi una cosa simile.

Sono, come dice qualcuno, un mesto ipoinformatico.

Qua sotto, per comodità, ho fatto un elenco di tutte le etichette dei post scritti fino ad ora.

Fatene buon uso.

parentesi nerdica - 2


... ma ancora non è arrivato.


Buon Natale alla Chiesa


La Chiesa non ha concesso i funerali religiosi a Piergiorgio Welby.



La Chiesa ha concesso i funerali religiosi ad Augusto Pinochet.

Io non sono credente, ma in questo giorno dedicato alla nascita di Qualcuno importante per la Chiesa, a questa vanno i miei più cordiali e sentiti vaffanculo: mi piace pensare che quel Qualcuno in cui io non credo - se fosse esistito - oggi si vergognerebbe per chi, in Suo nome, prende decisioni simili.


verso una nuova frontiera


E' scomparso Gino D'Antonio.

Il 2006 è stato costellato da una serie di lutti per il mondo del fumetto (cito soltanto Alex Toth o Ferdinando Tacconi, per esempio) e la morte di D'Antonio costituisce un ulteriore impoverimento per questo linguaggio.

L'immagine che ho scelto per illustrare questo topic è la copertina del primo numero della sua opera più famosa, quella Storia del West nella quale l'autore milanese ha riversato gran parte della propria maestria narrativa (sia come scrittore che come disegnatore) e che - coincidenza simbolica e toccante - è proprio in questi giorni giunta alla conclusione nella collana di ristampe dedicatale da If Edizioni.

Per questo Natale, fatevi un regalo: recuperatela - se non l'avete - e leggetela.

Auguri a tutti.

nascondersi dietro la storia


In uno dei recenti commenti sul suo blog, Igort - riferendosi al lavoro dell'autore - ha usato l'espressione "nascondersi dietro la storia".
Come spesso succede, a volte sono gli altri a riuscire a trovare (del tutto inconspevolmente) le parole perfette per sintetizzare un tuo stato d'animo, una tua esigenza.

E' capitato anche in questo caso.
Le parole usate da Igort fotografano con assoluta precisione ciò che sto cercando di imparare per alcuni aspetti e affinare per altri.
Non prevaricare, non imporre, non usare la storia come un mero pretesto per mostrare se stessi, ma usare se stessi per raccontare una storia.
In apparenza tutto facile...

In questo periodo ho avuto modo di concentrarmi su diverse cose (OWC, Killer Elite 2, la storia per il secondo numero di Mono, il Benzi, un paio di altri spunti ancora molto molto acerbi) e nel momento in cui sono riuscito a guardarle e rileggerle con un minimo di distacco, la sensazione che ho provato è che fossero scritte da persone diverse, nonostante sapessi di essere io il minimo comun denominatore e di aver affrontato quelle storie in un breve lasso di tempo (si potrebbe quasi dire in contemporanea).

La speranza è che questa sensazione dipenda proprio dal riuscire a nascondermi dietro ognuna delle storie e a tenere sempre come prioritario il racconto rispetto a tutto il resto.
E' un discorso, che - a suo modo da un'altra prospettiva - ho già sfiorato di recente e che ora credo di capire un po' meglio.

E' bastato fare un salto sul blog di Duccio per averne conferma: rivedere il Benzi, incrociare alcuni dei comprimari (li potete vedere tutti là in alto) mi ha permesso di riappropriarmi di uno sguardo sul racconto che è quello del racconto del Benzi e non è (nè può essere) quello che ho su OWC o sugli altri cui ho accennato.

E' stato bello.


La persistenza della colpa


Flickr è uno stupendo sito che ospita innumerevoli gallerie fotografiche.
Durante un'oziosa e poco convinta passeggiata presso quei lidi, ho trovato la foto che vedete qua sopra (nei prossimi giorni metterò il link alla pagina dell'autore: ora, mea culpa, non me lo ritrovo).
Le parole qua sotto sono venute di conseguenza.


Non voleva girarsi.
Per quanto la sua nudità fosse evidente, non voleva incrociare il suo sguardo nemmeno per errore.
Non si trattava di imbarazzo o di pudore, ma di una scelta che originava da un diverso afflato emotivo.

La odiava.

Non sapeva quando fosse nato con esattezza quel sentimento tanto violento, ma non riusciva - nè voleva - dare un nome diverso a ciò che provava.
Odiava il suo stare soprapensiero mentre lui si lavava, persa in chissà quali rivoli di memoria.
Odiava il suo modo di fumare.
Odiava il fatto che il suo primo pensiero ogni mattina fosse sempre e soltanto quello di disegnare il contorno delle proprie labbra con un rossetto da quattro soldi.
Odiava sentire il suo respiro interrotto da nervosi e rauchi colpi di tosse mentre lui si lavava.

Non aveva mai nemmeno provato a parlarle e a dirle almeno di non stare seduta su quello sgabello mentre lui si faceva la doccia perchè non avrebbe sopportato l'idea di subire come ritorsione il suo severo silenzio di madre.

Un silenzio antico, nel quale lui non aveva mai trovato spazio, nemmeno quando da ragazzino stava in cortile a giocare con i suoi coetanei.
Le madri dei ragazzini li chiamavano per cena, come capita ovunque, come capita a chiunque.
Lei no. Lei fumava alla finestra e guardava lontano o forse solo poco oltre il balcone, qualche volta guardava anche lui, ma non lo chiamava mai.
Lui risaliva a casa solo quando la luce dell'unico lampione funzionante del cortile non lo scaldava più a sufficienza e - dentro di sè - sentiva un timore atavico, che riconosceva anche come immotivato, ma che nella sua persistenza gli impediva di sentirsi solo.

Unico amico d'infanzia, questo insondabile e inafferrabile senso di colpa - lo sapeva bene - era un altro pilastro portante della cattedrale d'odio che negli anni aveva eretto contro di lei.
Era troppo debole per fuggire di casa, troppo insicuro, troppo impaurito dal non sapere come vivere senza quel giudice silenzioso che gli stringeva lo stomaco solo all’idea di allontanarsi da lei.

Ogni mattina, nella liturgia della doccia, in quel distorto momento di intimità non intima, il suo odio si rinnovava e si rialimentava.

Anche quella mattina, però, com’era successo nei vent’anni precedenti da quando ne aveva memoria, finita la doccia si sedette sul bordo della vasca da bagno e le chiese di tagliargli le unghie dei piedi.

Spenta la sigaretta nel cesso, lei spostò lo sgabello e si sedette davanti a lui, prendendogli come sempre per primo il piede destro e accogliendolo sul grembo.

Non c’era momento in cui la odiasse di più.

confessioni



Ok, lo ammetto: lo sto aspettando con una certa ansia.


la sorpresa dell'idea


Un'immagine, una porzione di sguardo altrui che parla, che solletica, che stimola, che a volte scatena delle reazioni, emozioni, suggestioni.

E' già tanto ed è già bello.

Ma quando un'immagine ti prende per mano e ti porta su un sentiero che non avevi visto e ti vien voglia di percorrerlo senza farti domande, è del tutto naturale - dopo - aver voglia di raccontarlo quel percorso.

Sono poche le cose che mi esaltano come l'essere sorpreso da un'idea di racconto, da uno scorcio di storia.


Killer Elite: il blog [aka Blog Spot Special]


Ok, a 'sto giro la ruota si ferma ancora su Killer Elite (vi risparmio la solita sequela di rimandi incrociati: guardate il post sotto questo e - se siete all'oscuro di qualcosa - vi si aprirà un mondo).

Questa volta parliamo del blog dedicato al progetto: è partito ieri e offrirà tutta una serie di dietro le quinte, contenuti speciali, segreti, omissis, lazzi e cazzilli vari dedicati al fumetto più fico che potreste leggere.

Ah, quasi dimenticavo: per visitare il blog basta che clicchiate QUA. Fatelo in tanti. Fatelo spesso.


Killer elite: si procede


Qualche giorno fa ho parlato del fatto che insieme a Gianfranco ci stavamo accingendo a sviluppare il nostro capitolo di Killer Elite 2.

Ebbene, ieri abbiamo stabilito come far muovere Augustus Brugel (il killer dei killer), Ted Lavater (il killer sfigurato) e Leviatank (il killer androide).

La cosa interessante è che per la prima volta ho avuto modo di sperimentare un nuovo modo di scrivere, quello cosidetto "all'americana".

Partendo dal soggetto scritto da Lorenzo (Corti) e Alessio (Landi), abbiamo sviluppato meglio l'azione distribuendone i momenti principali lungo le 8 tavole del nostro capitolo e individuando le inquadrature portanti.
Su questo Gianfranco ha realizzato lo storyboard dell'intera sequenza e basandomi sul suo lavoro dovrò ora scrivere i dialoghi.

Quando ad aprile avrete modo di leggere l'albo e farvi un'idea, potrete anche suggerirmi se è il caso di replicare una tecnica simile o se sia il caso che - invece - continui a parlare (scrivere) come magno.

Nel frattempo, potete almeno gustarvi un dittico di vignette tratto dalla quarta tavola del capitolo.

[post gemello] John back in the days...


Il lavoro su Killer Elite procede, così come quello ancora top secret sempre in coppia con Gianfranco. In attesa di sciogliere un po' la riservatezza e di postare qualche assaggio delle tavole, ecco un piccolo divertissement sul protagonista che Gianfranco ha realizzato negli scorsi giorni.